REMS, LA CURA OLTRE LA CONTENZIONE

data di pubblicazione:

9 Agosto 2016

imagesUn interessante reportage sulle Rems del Fatto Quotidiano permette di comprendere a che punto è il processo di superamento degli OPG italiani. Attraverso un breve viaggio in alcune delle nuove strutture, l’autrice illustra brevemente la diversa filosofia di cura e di sicurezza che anima la costituzione delle Rems rispetto agli OPG. In modo sintetico, se negli OPG le esigenze di custodia e di sicurezza prevalevano, nei Rems è la logica di riabilitazione a prevalere: dal carcere alla residenza sanitaria. Nei Rems si sta attuando, pur con lentezza e con contraddizioni, quella logica di servizi territoriali per la persona con disturbi psichici che dovrebbe essere il cardine della legge Basaglia, anche per la fascia più “pericolosa” di malati. Scrive la giornalista Guarino: “La logica riabilitativa e curativa delle Rems fa sì che, intorno a esse, ci sia tutta una serie di strutture territoriali coinvolte nella cura del paziente. L’ospite è comunque proiettato verso un reinserimento nel suo territorio di origine. Essendo questo lo scopo principale delle Rems, le strutture non dovrebbero avere le sbarre che caratterizzavano la fisionomia dei vecchi Opg. La vigilanza dovrebbe essere esterna e prevedere la presenza di un paio di guardie giurate. La videosorveglianza non dovrebbe entrare negli ambienti privati dei pazienti. Ma come si può far coesistere intento curativo e necessità di sicurezza? “Qui non c’è il controllo della polizia penitenziaria – dice Sbrana – Facciamo affidamento sul clima che riusciamo a creare. Persone che in altre strutture erano portate a gesti aggressivi, qui sono state tranquillissime, perché c’è un clima di attività e progetti di uscita”.

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