GIOCO D'AZZARDO: DAI RISCHI ALLA PREVENZIONE

data di pubblicazione:

2 Agosto 2016

slot1Dati, leggi italiane ed europee, progetti, associazioni: da oggi è scaricabile dal sito del Coordinamento delle comunità d’accoglienza lo “Year book 2016. Rischi da giocare”. “Strumenti utili ed efficaci ad affrontare questa nuova emergenza sociale”.

Tutto quel che si può sapere sul gioco d’azzardo: dati, leggi italiane ed europee, progetti di prevenzione e cura, associazioni. Da oggi è scaricabile dal sito del Coordinamento delle comunità d’accoglienza lo “Year book 2016. Rischi da giocare”. Uno dei capitoli più importanti è quello che contiene i risultati dell’indagine nazionale sui progetti e servizi delle organizzazioni, aderenti al Cnca, dedicati alla prevenzione e alla cura delle persone affette da dipendenza dal gioco patologico.

Su 260 enti, sono 40 quelli che se ne occupano e hanno complessivamente 97 progetti o servizi. Di questi, 52 sono interventi di prevenzione, 31 di trattamento e 14 misti. Sono concentrati soprattutto nel nord Italia, in particolare in Emilia Romagna (32) e in Lombardia (29).

“Con questo volume vogliamo offrire dentro e fuori dalla nostra Federazione, strumenti utili ed efficaci ad affrontare questa nuova emergenza sociale -scrive nella presentazione don Armando Zappolini, presidente del Cnca-. Siamo partiti dai dati e dalla legislazione fino ad arrivare a raccontare le nostre esperienze nel campo della prevenzione del gioco d’azzardo, proponendo anche strumenti innovativi d’intervento e raccomandazioni per gli operatori e per chi si occupa di progettazione”.
Nel volume si trovano altri dati, frutto di ricerche svolte in Italia o all’estero. Sono già noti, ma inseriti in un’unica pubblicazione si rivelano ancora più significativi. Come lo studio campionario Ipsad 2013-2014 su stili di vita e comportamenti a rischio, che rileva che in Italia quasi 17 milioni di 15-64enni (equivalente ad una prevalenza del 42,9%) ha giocato d’azzardo almeno una volta e di questi oltre 5,5 milioni sono giovani adulti di 15-34 anni (pari al 42,7%). Oppure il test Cpgi (Canadian problem gambling index), che evidenzia come poco meno del 15% dei giocatori 15-64enni ha un comportamento di gioco definibile “a basso rischio”, il 4% è “a rischio moderato” e l’1,6% “problematico”, mostrando una percentuale superiore tra i giocatori maschi (6% contro 4% delle donne).
E poi lo studio campionario Espad Italia, realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) fin dal 1999 su un campione rappresentativo di studenti delle scuole secondarie di secondo grado, pubbliche e parificate: nel 2015, ha evidenziato che poco meno della metà degli studenti di 15-19 anni (48,5%, pari a circa 1,2 milioni studenti) ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita e che il 41,7% (poco più di 1 milione) l’ha fatto nell’anno antecedente la rilevazione. Infine, secondo i Monopoli di Stato alle Slot sono stati persi 6.230 milioni di euro e alle VLT 2.779 milioni di euro; dividendo queste somme per il numero di apparecchi in Italia (380.000 slot e 50.000 VLT), emerge che i soldi persi dai giocatori in una singola slot sono stati 16.394 euro, mentre i soldi persi in ogni Videolottery sono pari a 55.580 euro. Nel solo 2014 in Italia sono stati venduti 1.902.937.618 tagliandi di Gratta e Vinci, pari a 60,3 biglietti per ogni secondo di ogni giorno e di ogni notte dell’anno, corrispondenti ad un totale di 5,2 milioni di Gratta e Vinci venduti in Italia ogni giorno.

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