SCREENING PER LA DEPRESSIONE A TUTTA LA POPOLAZIONE

data di pubblicazione:

1 Marzo 2016

JAMA«Tutta la popolazione dovrebbe sottoporsi allo screening per la depressione». Gli esperti di medicina preventiva americani ne sono convinti: le indagini di routine sulla popolazione adulta porterebbero molti vantaggi e pochi rischi.
Dopo aver pesato i pro e i contro e valutato attentamente i costi e i benefici, la U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) ha consegnato il suo responso alle pagine del Journal of American Medical Association: è consigliabile sottoporre a uno screening per la depressione tutta la popolazione adulta. Chi ha avvertito qualche sintomo sospetto, ma soprattutto chi all’apparenza sta bene.
La USPSTF è un’organizzazione indipendente nata nel 1984, formata da esperti di medicina della prevenzione che giudica con rigorosi criteri scientifici l’opportunità o meno dei controlli generalizzati per varie patologie.
Fornendo un’utile guida a chi si occupa di politiche sanitarie. Gli esami ritenuti più utili per la salute della popolazione vengono valutati con una “A”, seguiti da quelli di grado B, C o D, punteggio assegnato agli esami decisamente sconsigliati. Sul suo sito vengono aggiornate periodicamente le “pagelle” dei vari interventi di prevenzione.
Ebbene, lo screening per la depressione si è aggiudicato una “B”, lo stesso “voto” ottenuto dalla mammografia per la diagnosi del tumore al seno. Un giudizio cioè sufficiente per raccomandare le estese indagini diagnostiche.

Chi sarebbero i destinatari? Tutti gli adulti dai 18 anni in su, le donne incinta e nella fase post-parto, che non sono mai stati sottoposti a un controllo del genere. A indicare il disagio, oltre ai segnali clinici riconoscibili dagli esperti, contribuiscono i fattori di rischio, come la presenza di altre malattie, lo stile di vita, gli eventi significativi accaduti nel passato dei singoli individui.

La depressione, spiegano i ricercatori, è una delle principali cause di disabilità nelle persone sopra i 15 anni, incide su chi ne soffre, ma anche sui famigliari, sull’ambiente di lavoro e sulla società in generale.

Analizzando la letteratura medica sull’argomento e tirando le somme dei risultati dei tanti studi, lo staff dell’USPSTF ha decretato che lo screening è raccomandabile. Una posizione che l’organizzazione aveva già preso nel 2009.

Le ragioni per cui gli esperti hanno optato per il sì allo screening è semplice: lo screening favorisce interventi tempestivi capaci di ridurre o eliminare i sintomi della depressione. Quando i pazienti risultati a rischio vengono immediatamente sostenuti con terapie farmacologiche o psicologiche, o entrambe, si riducono di molto i casi di ricovero.

Nel caso della depressione post-partum, per esempio, la diagnosi precoce può portare rapidamente alla prescrizione di una risolutiva terapia cognitivo comportamentale che, secondo gli esperti dell’USPSTF, procura molti più benefici che danni. Vale lo stesso anche per le terapie farmacologiche: gli effetti collaterali degli antidepressivi, che possono essere anche gravi, non sono così frequenti da metterne in discussione l’utilità.
Dati alla mano, insomma, i pro del test a tappeto superano abbondantemente i contro.

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