Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

Gli autori sostengono che per difendere i propri mercati, la lobby del vino impiega articolate strategie cognitive e narrative. In primo luogo, finanzia e diffonde studi scientifici di minoranza per alimentare il dubbio sui rischi medici dell'alcol, attribuendo l'insorgenza di malattie a concause legate allo stile di vita individuale, come l'età o la sedentarietà. 

data di pubblicazione:

20 Settembre 2026

In Francia, l’alcol provoca almeno 41.000 morti all’anno e costa allo Stato circa 102 miliardi di euro tra spese sanitarie e perdita di produttività. Nonostante la crescita degli episodi di consumo eccessivo tra i giovani e il coinvolgimento dell’alcol in numerosi casi di violenza, la tutela della salute pubblica si scontra costantemente con l’enorme potere economico del comparto vinicolo. Di questo argomento parla un’articolo sul sito di Altreconomia, che intervista uno dei due autori del libro intitolato: “Des lobbys au comptoir” (dalla lobby al bancone), pubblicato da Raisons d’agir nel novembre 2025. 
Gli autori sostengono che per difendere i propri mercati, la lobby del vino impiega articolate strategie cognitive e narrative. In primo luogo, finanzia e diffonde studi scientifici di minoranza per alimentare il dubbio sui rischi medici dell’alcol, attribuendo l’insorgenza di malattie a concause legate allo stile di vita individuale, come l’età o la sedentarietà. 
In secondo luogo, gli attori economici spostano il dibattito sul piano sociale e culturale, ridefinendo il vino non come un pericolo per la salute, ma come uno strumento di socializzazione, identità e patrimonio territoriale.
Quando la comunità medica solleva obiezioni, la lobby tenta di minarne la credibilità, dipingendo ricercatori e dottori come “militanti” o “igienisti” moralisti. Infine, promuove politiche di prevenzione incentrate solo sull’informazione individuale, facendo ricadere la responsabilità sul singolo consumatore ed evitando vincoli al marketing, alla pubblicità o ai prezzi.
D’altra parte, il fronte della salute pubblica fatica a far valere le proprie istanze a causa di una profonda asimmetria di risorse. I sostenitori della sanità dispongono infatti di un peso politico, organizzativo ed economico nettamente inferiore rispetto ai produttori. Questi ultimi vantano una presenza diretta nelle istituzioni tramite l’ANEV, un gruppo di eletti transpartitico all’Assemblea nazionale dedicato alla difesa della filiera vinicola, che non ha equivalenti in ambito sanitario.
Inoltre, nelle commissioni parlamentari la quasi totalità delle audizioni coinvolge unicamente le organizzazioni dei produttori, escludendo gli esperti di sanità.
Di fatto questa sproporzione ha favorito il progressivo indebolimento delle norme di prevenzione, come avvenuto nel 2015 con la Legge Macron, che ha liberalizzato la promozione del vino facendola passare per semplice informazione enologica.
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