La lotta al virus dell’HIV è sotto attacco

I tagli stanno incidendo negativamente sul lavoro delle agenzie sanitarie internazionali

Nonostante i progressi straordinari degli ultimi 25 anni, la lotta all'HIV/AIDS sta subendo un pericoloso arresto. La pandemia rimane una "grave minaccia per la salute", con stime che prevedono 40,9 milioni di persone conviventi con il virus e 1,2 milioni di nuove infezioni per il 2025

data di pubblicazione:

23 Luglio 2026

Il sito Salute internazionale riporta un articolo della rivista internazionale Lancet che fa un’analisi della situazione a livello globale dell’infezione da HIV. L’articolo  delinea un quadro allarmante: nonostante i progressi straordinari degli ultimi 25 anni, la lotta all’HIV/AIDS sta subendo un pericoloso arresto. La pandemia rimane una “grave minaccia per la salute”, con stime che prevedono 40,9 milioni di persone conviventi con il virus e 1,2 milioni di nuove infezioni per il 2025. La criticità principale risiede nel fatto che il “sistematico indebolimento e la de-prioritizzazione del controllo dell’HIV” rischiano di annullare i successi ottenuti, portando a un inevitabile aumento di decessi e sofferenze.
Le criticità attuali si articolano su quattro fronti principali, tutti sotto pressione:
  1. Crisi del multilateralismo e dei finanziamenti: il sistema delle Nazioni Unite affronta tagli drastici e l’UNAIDS stesso sembra “destinato a cessare di esistere, o quantomeno a essere notevolmente indebolito” entro il 2027. I finanziamenti internazionali sono in caduta libera: l’assistenza totale allo sviluppo è diminuita del 23,1% nel 2025. Particolarmente grave è lo smantellamento di agenzie come l’USAID e i tagli al PEPFAR, che da soli potrebbero causare “ulteriori 6,6 milioni di nuove infezioni da HIV e 4,2 milioni di decessi correlati all’AIDS entro il 2029”.
  2. Erosione dei diritti umani: si registra una “crescente resistenza all’uguaglianza di genere, alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi”. In nazioni come la Russia e il Senegal, le persecuzioni e le nuove leggi restrittive contro la comunità LGBTQI+ allontanano le popolazioni più vulnerabili dalle cure.
  3. Barriere all’innovazione: nonostante scoperte rivoluzionarie come il lenacapavir, un farmaco iniettabile altamente efficace, gli “interessi delle aziende continuano a condannare molte persone a malattie prevenibili”. Gli accordi commerciali limitati impediscono a molti paesi a reddito medio di accedere a questi strumenti a costi sostenibili.
  4. Divario tra retorica e realtà: Gli obiettivi ambiziosi (come porre fine all’AIDS entro il 2030) rischiano di diventare pura tecnocrazia. Senza un reale impegno politico e finanziario, la salute globale appare come un “giocattolo nelle mani dei tecnocrati di Ginevra, scollegati dalla realtà”.
In conclusione, l’articolo invoca “una seria iniezione di onestà” nel dibattito internazionale: senza un cambio di rotta immediato, l’obiettivo di eradicare la minaccia dell’HIV diventerà irrealistico
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