Chemsex, un fenomeno sempre più visibile

tra ricerca di libertà e rischi per la salute

un approccio diverso: parlare apertamente del fenomeno, senza giudizi morali, per favorire informazione, prevenzione e riduzione del danno

data di pubblicazione:

13 Giugno 2026

Il termine chemsex, si legge in un articolo del POST, indica l’uso di specifiche sostanze psicoattive prima o durante i rapporti sessuali per aumentare il piacere, prolungare l’esperienza e ridurre le inibizioni. Tra le sostanze maggiormente associate a questa pratica figurano mefedrone, GHB, GBL, metanfetamina e, in Italia, anche crack e MDPV. Sebbene manchino dati ufficiali sulla sua diffusione, operatori sanitari e associazioni segnalano un aumento del fenomeno negli ultimi anni, soprattutto nelle grandi città.

Per molto tempo il tema è stato affrontato quasi esclusivamente in relazione a fatti di cronaca o scandali, contribuendo a creare una narrazione stigmatizzante. Oggi, invece, molte realtà della comunità LGBTQ+ chiedono un approccio diverso: parlare apertamente del fenomeno, senza giudizi morali, per favorire informazione, prevenzione e riduzione del danno.

Il chemsex riguarda prevalentemente gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, inclusi uomini gay, bisessuali e uomini che, pur definendosi eterosessuali, hanno rapporti con persone dello stesso sesso. Esistono pratiche simili anche in contesti eterosessuali, ma risultano generalmente meno diffuse e meno strutturate dal punto di vista sociale. Donne trans, uomini trans e donne queer, invece, sono raramente coinvolti in questi circuiti. Secondo gli esperti, questa maggiore diffusione è legata a una serie di fattori sociali e culturali. Lo stigma nei confronti dell’omosessualità, l’omofobia interiorizzata, il peso delle aspettative estetiche e sessuali e il bisogno di appartenenza possono contribuire a rendere alcune persone più vulnerabili all’uso di sostanze in contesti sessuali. Il chemsex viene spesso descritto come uno strumento per sentirsi più sicuri, desiderabili e connessi agli altri.

Tuttavia, i rischi sono significativi. Oltre alla possibilità di sviluppare una dipendenza, possono manifestarsi problemi psicologici, episodi psicotici, difficoltà relazionali e conseguenze sulla vita lavorativa e personale. A ciò si aggiunge il delicato tema del consenso, che sotto l’effetto di alcune sostanze può risultare compromesso.

Per questo motivo, sempre più associazioni e professionisti chiedono che il fenomeno venga affrontato senza stigmatizzazioni, promuovendo informazione, prevenzione e accesso a servizi di supporto. Parlare apertamente di chemsex rappresenta oggi un passo importante per comprendere una realtà complessa e tutelare la salute delle persone coinvolte.

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