Aumenta la disponibilità di ketamina in Europa

La maggior parte viene da produzioni legali che vengono deviate versi circuiti illegali

Il nuovo rapporto evidenzia come la sua disponibilità in Europa sia cresciuta in modo significativo: nel 2024 le autorità europee hanno sequestrato almeno 3,5 tonnellate di ketamina, un aumento molto rilevante rispetto ai circa 200 chilogrammi sequestrati nel 2016

data di pubblicazione:

8 Giugno 2026

La disponibilità di ketamina in Europa sta continuando ad aumentare. E’ quanto emerge dai dati rilevati nell’ambito dell’iniziativa di sicurezza europea EMPACT (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats), che ha raccolto informazioni provenienti da 32 Paesi, integrati con dati provenienti dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e dai sistemi di monitoraggio sanitario nazionali.

Sul sito dell’Agenzia europea per le droghe (EUDA) è stato pubblicato un Rapporto che approfondisce il fenomeno della diffusione e del traffico illecito della ketamina nel continente europeo.

“Il nuovo rapporto evidenzia come la sua disponibilità in Europa sia cresciuta in modo significativo: nel 2024 le autorità europee hanno sequestrato almeno 3,5 tonnellate di ketamina, un aumento molto rilevante rispetto ai circa 200 chilogrammi sequestrati nel 2016.

Uno studio mirato condotto dall’Agenzia europea per i medicinali nello stesso periodo, tuttavia, non ha rilevato fluttuazioni significative nelle prescrizioni o nell’uso medico di ketamina in ambito medico in sei importanti sistemi sanitari europei. Il documento evidenzia, pertanto, che la crescita della disponibilità sul mercato illecito non sembra essere associata alla “diversione” di prodotti farmaceutici o veterinari già prescritti verso il mercato illecito, quanto al fatto che una parte significativa della ketamina disponibile nel mercato illecito sembra derivare da produzione farmaceutica legittima su larga scala, principalmente in India, successivamente deviata verso circuiti illegali dopo l’importazione legale in Europa”.

Per contrastare questo fenomeno rischioso per la salute pubblica cosa si può fare?

Intervenire prima di tutto dove la catena di approvigionamento della sostanza è più fragile, aumentare le azioni di prevenzione rivolte ai giovani, migliorare il monitoraggio dei danni correlati alla ketamina e infine predisporre strumenti che aiutino a distinguere tra prodotti farmaceutici deviati e sostanze prodotte illecitamente.

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