Una vita sessuale sana è un diritto ad ogni età

La prevenzione è ancora un tabù

Le infezioni sessualmente trasmissibili sono in crescita anche tra gli adulti over 50, una fascia spesso esclusa dal dibattito sulla prevenzione e dalla corretta educazione sessuale.

data di pubblicazione:

16 Maggio 2026

Un articolo di Mohre – Medical Observatory on Harm Reduction pone l’attenzione sulla sessualità in età adulta, analizzando gli andamenti legati a prevenzione e ai ritardi diagnostici. Se, infatti, la sessualità in età adulta e avanzata rappresenta oggi una dimensione stabile della qualità della vita, favorita dal miglioramento delle condizioni di salute e da relazioni affettive più dinamiche anche dopo i 50 anni, questa si accompagna ad un incremento delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) nelle fasce di popolazione over 50, un fenomeno spesso sottovalutato sia dai pazienti sia dal sistema sanitario.

Secondo i dati europei più recenti, gonorrea, sifilide e clamidia mostrano un aumento progressivo anche tra gli adulti maturi. La causa principale è la ridotta percezione del rischio: molte persone associano ancora la prevenzione sessuale esclusivamente alla contraccezione o alla popolazione più giovane, trascurando il ruolo del preservativo nella protezione dalle infezioni. A questo si aggiungono una scarsa educazione sessuale ricevuta dalle generazioni più adulte e la difficoltà culturale nel discutere apertamente di salute sessuale.
Dal punto di vista clinico, il problema è aggravato anche dal fatto che numerose IST decorrono in modo paucisintomatico o completamente asintomatico.

La prevenzione rimane quindi lo strumento più efficace. Le linee guida internazionali sottolineano l’importanza di promuovere screening periodici nei soggetti sessualmente attivi, soprattutto in presenza di nuovi partner, insieme all’utilizzo corretto del preservativo e a una comunicazione medico-paziente più aperta e priva di stigma. Quest’ultimo punto sembra trovare delle resistenze: molti professionisti sanitari riferiscono ancora difficoltà nell’affrontare il tema della sessualità con pazienti over 50, contribuendo a una sottostima del rischio infettivo.

Il contesto italiano, si legge nell’articolo, è reso ancora più critico dalla carenza di educazione sessuale e da una limitata cultura della prevenzione nelle fasce adulte della popolazione, e non solo. Secondo i dati della SIMIT, negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo di gonorrea, sifilide e clamidia, con diagnosi spesso tardive: circa il 60% delle infezioni da HIV, ad esempio, viene ancora identificato in fase avanzata, riducendo l’efficacia degli interventi di prevenzione e trattamento.

Affrontare la salute sessuale in età adulta con un approccio scientifico e non moralistico significa riconoscere che la prevenzione delle IST deve accompagnare l’intero arco della vita. Normalizzare il dialogo sulla sessualità e favorire l’accesso ai controlli rappresentano oggi una priorità di sanità pubblica.

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