Violenze negli IPM

Un caso isolato o un problema sistemico?

Casal del Marmo, violenze nell’istituto penale per minorenni: per gli agenti che lavorano con minori serve una formazione specifica.

data di pubblicazione:

18 Marzo 2026

Dai racconti dei ragazzi emerge un quadro di violenze sistematiche, reiterate, continuate, rivolte quasi esclusivamente ai ragazzini stranieri”. Le parole di Valentina Calderone, garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma, fanno riferimento al caso di Casal del Marmo dove un’inchiesta del 2025 ha fatto emergere aggressioni e violenza da parte di 10 agenti della polizia penitenziaria.

Ma ne parliamo ancora come casi isolati?

“Non si è investito negli ultimi anni sulla formazione specifica degli agenti che vanno negli istituti penali minorili, prima era obbligatoria“, afferma Calderone. “Sono stati spostati negli ipm molti agenti che erano in servizio negli istituti per adulti, che non fanno nessuna formazione specifica. C’è un grande vuoto delle figure intermedie della polizia penitenziaria, che dovrebbero avere una certa esperienza e preparazione“.

La complessità del lavoro all’interno degli IPM cresce di anno in anno, e le soggettività preposte a ciò non sono in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni dei ragazzi e delle ragazze al loro interno. Le problematiche sono anche di tipo strutturale: l’VIII rapporto di Antigone sulla giustizia minorile pone l’attenzione sulle situazioni di sovraffollamento che interessano la maggior parte degli istituti minorili sul territorio italiano, o ancora l’incremento dei casi di autolesionismo e tentati suicidi. 

Nelle carceri esistono anche degli anticorpi che sono rappresentati dai tanti operatori che ogni giorno, non senza fatica, fanno il loro lavoro nel rispetto dei diritti e delle persone. È importante che gli sguardi indipendenti nelle carceri continuano ad essere resi possibili“, queste le parole di Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone.

Numerose associazioni e cooperative portano avanti laboratori di arte, teatro e musica come strumenti di conoscenza, trasformazione e indagini sui sentimenti. L’associazione Crisi come opportunità-Cco, per esempio, opera nell’Ipm di Casal del Marmo utilizzando il rap e il teatro come opportunità educative e di reinserimento.

 

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