Sport e salute mentale

Al termine di carriere sportive di successo possono presentarsi problemi di depressione

ll rischio che il ritiro sia psicologicamente destabilizzante riguarda in generale tutti gli sport ad alto livello, ma in particolare quelli di resistenza che richiedono rinunce particolari e per fare i quali è necessario adottare determinati stili di vita

data di pubblicazione:

10 Marzo 2026

Sul sito del POST un articolo affronta il tema della salute mentale nell’ambiente sportivo. In particolare l’articolo porta ad esempio alcuni sportivi e sportive famosi che al termine della loro carriera hanno avuto problemi di salute mentale. Problemi che hanno avuto conseguenze anche tragiche in alcuni casi, come in quello dell’ex pugile britannico Ricky Hatton, che si è suicidato all’età di 46 anni.

Hutton, “in un ambiente tradizionalmente refrattario a qualsiasi espressione umana di fragilità, fu uno dei primi a parlare apertamente dei problemi che aveva avuto dopo il ritiro, nel 2012: la sua dipendenza dall’alcol e da altre sostanze, e i suoi tentativi di suicidarsi.

Affrontare apertamente questi problemi però non è facile, Hutton è stato uno dei pochi ad esporsi. Altri atleti e atlete che hanno avuto successi importanti nella loro carriera hanno riferito che una volta finito di praticare sport a livello professionistico si sono trovati ad affrontare grossi problemi di depressione e ansia.

ll rischio che il ritiro sia psicologicamente destabilizzante riguarda in generale tutti gli sport ad alto livello, ma in particolare quelli di resistenza che richiedono rinunce particolari e per fare i quali è necessario adottare determinati stili di vita.

Per questo una delle strategie per prevenire queste sofferenze psicologiche riguardano la cura delle relazioni, amicali e familiari, soprattutto al di fuori dell’ambiente sportivo praticato fino a poco tempo prima.

“Diversi esperti di psicologia dello sport sostengono che per gli atleti di alto livello un modo per ridurre il rischio di problemi di salute mentale dopo il ritiro, ma anche prima, sia costruire relazioni umane profonde, e basare su queste anziché sui successi sportivi la propria autostima.

Ma il ritiro, in alcuni sport, può rappresentare anche un momento di fragilità estrema, che può ingenerare situazioni di vergogna, alimentando il senso di fallimento e quindi di isolamento.

Hutton però riuscì, per un periodo, a reagire. “Nel 2017, intervistato dalla rete ITV, suggerì a chiunque avesse problemi psicologici di parlarne con qualcuno. E disse: «Andare da qualcuno per parlargli, chiedere aiuto e dirgli “ascolta, piango tutti i giorni, non so cosa c’è che non va in me, cosa devo fare?”, è una cosa che ha richiesto da parte mia più coraggio di quanto ne avessi mai mostrato sul ring».

 

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