La solitudine dei giovani

uno scenario preoccupante

i disturbi di salute mentale stanno aumentando di incidenza, e spesso si sviluppano in età precoce.

data di pubblicazione:

2 Marzo 2026

Nello studio pubblicato da Quotidianosanità si prospetta uno scenario preoccupante. La “solitudine giovanile” viene definita come la differenza soggettiva e dolorosa tra le relazioni sociali desiderate da un giovane e quelle effettive che riesce a costruire. Si tratta di un sentimento di “disconnessione emotiva” e mancanza di appartenenza, particolarmente acuto durante l’adolescenza e la prima età adulta.

OMS e Unicef evidenziano come i disturbi di salute mentale stanno aumentando di incidenza, e spesso si sviluppano in età precoce. Un bambino su sette sperimenta disturbi di ansia, di depressione e comportamentali: un terzo di questi sono dettati dalla paura del futuro, incertezza del contesto lavorativo e dei fenomeni globali.

Studi del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) del 2025 indicano che il 10% degli adolescenti italiani vive in una condizione di estremo ritiro sociale. Il timore del giudizio altrui e l’ansia da prestazione (scolastica o estetica) spingono molti giovani a chiudersi in un “bunker domestico” per evitare il confronto con i coetanei. Questo dato è aumentato considerevolmente nel periodo post pandemia: si legge come gli adolescenti italiani hanno sofferto la mancanza di interazione fisica molto più dei coetanei europei.

Le cause di questa situazione vengono ricondotte dal report alla crisi dei due attori principali del processo educativo e sociale dei bambini e degli adolescenti: la scuola e la famiglia. 

L’Italia è al quarto posto in Europa per abbandono scolastico con un tasso vicino al 10% e una disparità regionale particolarmente accentuata. La scuola italiana è percepita come una delle più stressanti al mondo. Oltre la metà degli studenti soffre di nervosismo legato allo studio, con carichi settimanali che possono raggiungere le 50 ore. Inoltre, le disuguaglianze socio-economiche e la povertà educativa giocano un ruolo non indifferente sul successo formativo.

Anche la famiglia italiana sta attraversando una crisi strutturale ed economica, con un calo importante della ricchezza. Oltre ai fattori economici emergono nuove criticità nel tessuto relazionale, legate a separazioni e conflitti intergenerazionali.

La necessità di supporto psicologico è ormai una realtà diffusa tra le nuove generazioni. Quali possono essere le strategie da mettere in atto di fronte a questa nuova realtà sociale? Lo studio pubblicato da Giorgio Banchieri costruisce una rassegna critica delle politiche sociali già esistenti e analizza nuove proposte.

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