Droga, mafia e provincia raccontate da un cantante trap

alcune storie raccontate dalla trap possono essere modelli da imitare

Secondo la Dia, in Basilicata le giovani leve criminali si stanno facendo strada nel campo dello spaccio avendo le spalle coperte dalle cosche calabresi, campane e pugliesi. La piazza lucana è diventata così florida da avviare la produzione di stupefacenti in sede locale

data di pubblicazione:

24 Gennaio 2026

Generi musicali e droghe sono un binomio oggetto di studio e riflessione collettiva da molti anni. Il genere che attualmente è più indagato è sicuramente la trap. Un articolo sul sito Lavialibera, approfondisce la storia di Sapobully, leader della band trapper Fsk satellite, che sta vivendo un momento musicale di successo come solista. Successo basato anche sui video estremi realizzati, ai limiti del consentito, che sono ossessivamente incentrati sul classico trittico droghe, donne, soldi.

Il video di esordio della band ha messo in scena pratiche di consumi, legati all’eroina, che fanno pensare ad altri tempi, e che oltre alle critiche ha attirato l’attenzione di tanti giovani. Probabilmente attirati anche da come si presenta Sapobully che, in un video su You tube, “(…) si presenta come un giovane mafioso. Dice che lui è il “boss della trap”, che può permettersi “40mila euro sul polso” (mostra il Rolex Daytona in oro).

Apre la bocca, e mostra i 32 denti d’oro che risplendono come una miniera. È visibilmente sotto l’effetto di stupefacenti e ha in mano una bottiglietta di Sprite, la bevanda gassata con cui si prepara di solito la lean, una droga “ricreativa” a base di sciroppo per la tosse, codeina (un oppiaceo derivato dalla morfina, ndr) e prometazina (che funziona sia come antistaminico sia come antipsicotico, ndr). È interessante la definizione di droga ricreativa perché ci restituisce l’idea di una comitiva di giovani in cerca di divertimento innocente”.

Questo ragazzo vive in Basilicata, in un paese a trenta km da Potenza, Venosa, dove “(…) bastano una farmacia, un supermercato e un po’ di musica che pompa bassi per risolvere quel senso di angoscia che non ti lascia”.

In questo video Sapobully racconta anche di come sia importante per lui avere una famiglia mafiosa e vivere da mafioso, non come altri rapper che lo raccontano solo sulle canzoni.

“Secondo la Dia, in Basilicata le giovani leve criminali si stanno facendo strada nel campo dello spaccio avendo le spalle coperte dalle cosche calabresi, campane e pugliesi. La piazza lucana è diventata così florida da avviare la produzione di stupefacenti in sede locale”.

Già nel 2018 un’indagine dei carabinieri aveva accertato che nella cittadina lucana (12mila abitanti scarsi) c’erano 200 consumatori di stupefacenti, quasi tutti ventenni, ovvero in quella fascia d’età che conta circa 1500 persone.

L’articolo si conclude dicendo che “(…) Non sappiamo fino a che punto Sapobully dica la verità o usi la reputazione criminale di Venosa per vendersi come mafioso nel mercato gangsta della trapshit. Quando si promuove un prodotto non conta che l’informazione sia oggettiva, ma che sembri vera”.

Alla fine “(…) Chi è Sapobully? Un giovane mafioso che ha scelto la trap per raccontare la malavita o un ribelle di paese?”

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