Crack e aumento dei consumi: una lettura

I servizi per le dipendenze, salvo rare eccezioni, sono impreparati ad affrontare un fenomeno molto complesso

Chi contrae una dipendenza da crack, in un tempo molto breve, può manifestare gravi problemi di salute fisica e mentale che rendono difficili i trattamenti ambulatoriali ed impossibili (in fase iniziale) quelli in Comunità terapeutica. Occorrono reparti di ricovero con un approccio multidisciplinare specializzato che, salvo in alcune eccezioni locali, non esistono o non sono sufficienti

data di pubblicazione:

9 Gennaio 2026

Riccardo C. Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta esprime preoccupazione sul fenomeno del consumo di crack e di come questo si stia allargando a tutto il paese. Sul suo sito mette in evidenza come questo consumo sia ancora troppo poco considerato, soprattutto in confronto all’attenzione posta sul consumo di fentanyl di produzione clandestina, che ancora non si è verificato.

Se per quest’ultima sostanza è stato approntato un piano nazionale, per il consumo di crack, salvo qualche rara eccezione, i servizi delle dipendenze sono impreparati ad affrontare un bisogno così complesso.

“Chi contrae una dipendenza da crack, infatti, in un tempo molto breve, può manifestare gravi problemi di salute fisica e mentale che rendono difficili i trattamenti ambulatoriali ed impossibili (in fase iniziale) quelli in Comunità terapeutica. Occorrono reparti di ricovero con un approccio multidisciplinare specializzato che, salvo in alcune eccezioni locali, non esistono o non sono sufficienti.

Gatti sostiene che questa “disattenzione” verso il crack “(…)  sembra parallela a quella per la cocaina, da cui il crack deriva: ormai arriva in Europa a tonnellate, è diffusa trasversalmente e rischia di erodere dall’interno gangli vitali della società civile, assieme alla salute fisica e mentale di molti cittadini”.

Sembra che nel nostro paese ci sia una difficoltà “(…) nell’analisi e nella lettura dei fenomeni connessi alla diffusione di droghe e dipendenze e nella capacità di prevederne l’evoluzione”, cosi che alla fine ci si ritrova ad affrontare i fenomeni in emergenza, cosa che produce spesso scarsi risultati.

Ti potrebbe interessare anche
Precedente
Successivo
Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net