patologie legate al gioco d’azzardo e aumento di offerta di gioco online

La terapia cognitivo-comportamentale resta il trattamento principale e mostra efficacia costante nel ridurre comportamento di gioco e gravità dei sintomi

i dati USA mostrano un aumento della partecipazione al gioco e delle richieste di aiuto, soprattutto nelle giurisdizioni che consentono le scommesse online

data di pubblicazione:

22 Dicembre 2025

Le patologie legate al gioco d’azzardo si stanno diffondendo, anche in conseguenza dell’aumento di offerta di gioco online. Anche la prevalenza di gioco degli adolescenti è in aumento, con l’Italia che registra la maggiore prevalenza fra i giovani europei.

“La possibilità di poter giocare on line è notoriamente molto diffusa ed ha complicato e facilitato ulteriormente il quadro.
Il gioco d’azzardo on line (assieme al gaming o disturbo da gioco su Internet, all’uso problematico della pornografia o anche all’uso in generale di smartphone o dei social media) è una di quelle attività che possono divenire realisticamente causa di dipendenza patologica e suscitare quindi notevole preoccupazione.

Per quanto attiene l’Europa e i giovani tra i 15 e i 16 anni, i risultati sono riassunti in una recentissima pubblicazione prodotta dall’ESPAD (The European School Survey Project on Alcohol and Others Drug); l’indagine ha interessato 113.882 studenti di età compresa tra 15 e 16 anni in 37 paesi europei nel 2024.
In linea generale e in sintesi, una media del 23 % degli studenti ESPAD riferisce di aver giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi di persona oppure online.

L’Italia 
registra la più alta prevalenza di gioco d’azzardo tra gli studenti (45 %), seguita da Islanda (41 %) e Grecia (36 %), mentre la prevalenza più bassa si osserva in Georgia (9,5 %).
I ragazzi riferiscono in particolare di giocare d’azzardo più delle ragazze, sia in media (29 % a fronte del 16 %) sia nella maggior parte dei paesi ESPAD.
Circa due studenti ESPAD su tre (65 %) che hanno dichiarato di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno lo hanno fatto su piattaforme online, esclusivamente o in combinazione con il gioco in luoghi fisici.

Se pure tale forma di gioco tra gli adolescenti europei si attesta su valori stabili, da quando ESPAD ha iniziato ad analizzare il fenomeno nel 2015, tuttavia, nel corso del tempo sono emersi cambiamenti significativi quale il fatto che il gioco d’azzardo tra i ragazzi è leggermente diminuito (dal 32 % nel 2015 al 30 % nel 2024), mentre è aumentato leggermente tra le ragazze (dal 14 % al 16 % nello stesso periodo).

Riporto adesso le osservazioni sull’argomento di Dr. Nora Volkow ( direttrice del NIDA- National Institute on Drug Abuse ) che ha pubblicato un editoriale pochi giorni fa e pur descrivendo la situazione negli USA offre una visione generale ed attuale di questa dipendenza.

Il gioco d’azzardo online è cresciuto rapidamente, sostenuto dalla sua ampia legalizzazione e dalle tecnologie mobili che permettono puntate immediate in molti stati americani.
I primi dati provenienti da linee telefoniche e indagini di prevalenza mostrano un aumento della partecipazione al gioco e delle richieste di aiuto, soprattutto nelle giurisdizioni che consentono le scommesse online. Questa tendenza crea sfide e opportunità per i sistemi sanitari, che devono rispondere con strategie tempestive di prevenzione e trattamento supportate da evidenze emergenti.

Il disturbo da gioco d’azzardo è classificato come dipendenza comportamentale nel DSM-5 ed è incluso tra i comportamenti di dipendenza nell’ICD-11. Il disturbo condivide proprietà cliniche e neurobiologiche con i disturbi da uso di sostanze, tra cui la disfunzione delle vie dopaminergiche meso-cortico-limbiche, l’alterata elaborazione della ricompensa e il controllo cognitivo compromesso.

I principali fattori di rischio includono: – essere uomini, – giovani, – single o sposati da poco, – vivere soli – avere un basso livello di istruzione e affrontare difficoltà finanziarie.
Le persone con questo disturbo sperimentano spesso craving, sintomi di astinenza, tolleranza e gravi danni finanziari o relazionali. Il rischio di suicidio è elevato a causa dell’indebitamento e della vergogna.

Le comorbidità sono comuni e includono disturbi da uso di sostanze, disturbi dell’umore e d’ansia e comportamenti compulsivi come shopping problematico e gaming. Le persone con malattia di Parkinson trattate con agonisti dopaminergici mostrano un rischio aumentato di gioco compulsivo, evidenziando meccanismi neurobiologici profondi.

Le piattaforme mobili hanno amplificato i rischi offrendo opportunità continue e fortemente rinforzanti modellate da promozioni basate sui dati e micro-ricompense in tempo reale.
Queste caratteristiche risultano particolarmente dannose per individui con basso reddito e per adolescenti, che mostrano elevata sensibilità alla ricompensa e controllo esecutivo limitato. Il gioco problematico negli adolescenti è correlato ad altri comportamenti a rischio, incluso l’uso di alcol e droghe illecite.

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) resta il trattamento principale e mostra efficacia costante nel ridurre comportamento di gioco e gravità dei sintomi.
Il colloquio motivazionale è utile per l’ingaggio e gli interventi brevi, mentre approcci mindfulness, auto-aiuto strutturato e interventi di coppia possono sostenere sistemi a intensità crescente. Le ricerche sui giovani sono limitate, ma la CBT con coinvolgimento familiare e il colloquio motivazionale sembrano promettenti.

Nessun farmaco è ufficialmente approvato per il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo patologico, ma gli antagonisti degli oppioidi come il naltrexone e il nalmefene mostrano una significativa riduzione dell’intenso desiderio (craving) di gioco d’azzardo patologico in pazienti selezionati.
Il naltrexone sembra particolarmente utile per i soggetti che presentano comorbilità con l’uso di alcol o oppioidi, o per coloro che necessitano di una rapida riduzione del craving per stabilizzare il funzionamento.

Report aneddotici suggeriscono che gli agonisti del GLP-1 possono ridurre le voglie di gioco d’azzardo patologico e altri comportamenti compulsivi, sottolineando la necessità di una ricerca sistematica che ne valuti la potenziale applicazione clinica. ( il GLP-1 è un ormone naturale prodotto nell’intestino tenue che stimolando la secrezione di insulina e inibendo quella di glucagone regola i livelli glicemici nel sangue); tali agonisti sono utilizzati nel diabete di tipo 2 e nell’obesità. Un’azione particolarmente importante è quella espletata a livello dei centri del sistema nervoso che regolano il comportamento alimentare, ndr.)

Comunque il trattamento, qualsiasi esso sia, presenta problematicità perché, tra l’altro, poche persone cercano aiuto e i servizi specializzati restano pochi.
Come per altre dipendenze, anche la prevenzione è fondamentale. Almeno tra adolescenti e giovani, è stato dimostrato che i programmi di prevenzione erogati in ambito scolastico e adattati alla fase di sviluppo riducono significativamente i comportamenti legati al gioco d’azzardo.

In un mondo in cui tutto è a portata di mano comprese le scommesse, è prevedibile che la dipendenza dal gioco d’azzardo diventi sempre più diffusa.”

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