federserd: positivo il bilancio della Conferenza nazionale sulle Dipendenze

Ballestra sottolinea come una richiesta che ha ricevuto consenso unanime è di prevedere Dipartimenti delle Dipendenze autonomi sul piano gestionale

fra gli impegni della Conferenza, garantire che i livelli essenziali di assistenza comprendano tutte le forme di dipendenza

data di pubblicazione:

30 Novembre 2025

Per FeDerSerD è positivo il bilancio della Conferenza nazionale sulle Dipendenze in Italia, in quanto i temi trattati e gli impegni assunti confermano l’importanza del sistema delle Dipendenze. Di seguito l’intervista della Presidente nazionale di FeDerSerD Roberta Balestra a Quotidiano Sanità.

“La Conferenza Nazionale, organizzata dal Governo come previsto dalla normativa, è finalizzata ad aggiornare ogni tre anni la situazione del fenomeno delle dipendenze e quella della risposta del sistema dei servizi, nonché ad identificare soluzioni migliorative, anche della legislazione. Quest’anno la presenza delle Istituzioni è stata rilevante in entrambe le giornate, ed ha visto in apertura i saluti delle massime cariche dello Stato ed il video messaggio del Papa Leone XIV.

Molti i temi trattati dagli otto tavoli di lavoro, avviati prima dell’estate e composti da esperti rappresentativi dei SerD, delle società scientifiche, del Terzo Settore accreditato, delle Regioni, degli Enti Locali, del Ministero della salute e del Dipartimento politiche contro la droga e le altre dipendenze. Le proposte elaborate dai gruppi sono state integrate con le osservazioni degli iscritti alla Conferenza e discusse coi politici l’8 novembre.

I principali temi attenzionati sono stati quelli della Governance del sistema, dell’integrazione pubblico-privato, delle modalità di collaborazione dei servizi delle dipendenze con quelli di salute mentale, della ricerca ed innovazione, dei programmi di cura per i detenuti e delle misure alternative alla detenzione, della prevenzione precoce per gli adolescenti nei diversi contesti territoriali, delle dipendenze comportamentali, con focus su quelle digitali. Molta attenzione è stata infatti dedicata ai più giovani, maggiormente esposti ai fattori di rischio legati all’uso dei social e delle nuove tecnologie.

Una dimostrazione di maturità del sistema, pubblico e del terzo settore, che ha saputo sviluppare nuove sinergie propositive per migliorare la capacità di attrazione dei servizi e l’appropriatezza degli interventi da offrire agli utenti, che stanno portando all’attenzione degli operatori disturbi complessi, che richiedono risposte terapeutiche a diversa intensità assistenziale e multidisciplinari

Il settore delle Dipendenze presenta una complessità obiettiva, dovuta al continuo mutamento dei consumi e delle forme di addiction, al pregiudizio sociale diffuso, a quadri clinici sempre più spesso aggravati da situazioni sfavorevoli personali e del contesto ambientale, a numerose comorbilità internistiche, infettivologiche e psichiatriche. Il sistema dei servizi per le dipendenze presenta oggi eccessive disomogeneità, inadeguatezze organizzative e funzionali, dovute in primis alla scarsità di risorse di personale e di strumenti di lavoro, alla frammentarietà della governance da parte delle istituzioni nazionali e regionali.

Questa Conferenza porta al Governo, ai Ministeri competenti e alle Regioni impegni precisi per il prossimo triennio. Una richiesta che ha trovato un consenso unanime è quella di prevedere Dipartimenti delle Dipendenze autonomi sul piano gestionale; SerD e servizi del Terzo settore hanno infatti evidenziato e descritto le molte criticità determinate dall’unificazione con i servizi di Salute Mentale. È stato ribadito come non sia in discussione la necessità di collaborazione interdisciplinare, che può essere anzi favorita e meglio strutturata adottando specifici strumenti di lavoro, bensì la governance strategica del “sistema integrato dipendenze”.

Nelle molte Regioni in cui è stato adottato il Dipartimento Unico Salute Mentale e Dipendenze vi è stata una penalizzazione preoccupante della possibilità di gestire, programmare, realizzare interventi integrati con i diversi partners, con gli enti accreditati, come previsto dai Piani strategici di settore, nazionali e regionali. Auspicabile è la forma dipartimentale che prevede al suo interno il ruolo del Terso settore, come previsto dall’Accordo Stato – Regioni del 1999 e dalle Conferenze Nazionali che si sono da allora susseguite.

Questa volta la coralità della proposta e la conseguente assunzione dell’impegno da parte del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano nel suo discorso di chiusura della Conferenza rappresentano un viatico preciso ed una concreta speranza di riuscire a mettere in sicurezza il sistema di intervento, le sue specifiche competenze e responsabilità di mandato.

Un altro impegno preso è quello di prevedere una disciplina in Clinica delle Dipendenze e la relativa scuola di specializzazione. Proposta accolta non solo per i medici, ma anche per gli psicologi. Inoltre necessitano percorsi formativi accreditati per le altre figure sanitarie e socio – educative, per gli operatori “peer”, che sono stati individuati come essenziali per integrare le équipe multiprofessionali.

Forte è stata la spinta affinché vengano aggiornati i livelli essenziali di assistenza per comprendere tutte le forme di dipendenza, ma anche perché i LEA siano garantiti in tutto il territorio nazionale, superando le attuali disuguaglianze.

La presidente Balestra conclude dicendo che FeDerSerD ha avuto un ruolo molto importante nei lavori della Conferenza, ruolo che è stato riconosciuto ed apprezzato sia dal Dipartimento nazionale politiche contro la droga e le altre dipendenze che dai moltissimi operatori, dei SerD e del Terzo settore, che hanno detto di essersi sentiti rappresentati.

Ora l’impegno dovrà proseguire per dare corpo attuativo all’agenda di lavoro concordata, a partire dagli obiettivi prioritari, necessari allo sviluppo di una risposta specialistica sociosanitaria qualificata, collocata pienamente all’interno della rete della sanità territoriale.”

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