rapporto annuale COA (Centro Operativo Aids)

Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono state segnalate 73.717 nuove diagnosi di AIDS, di cui 48.356 deceduti entro il 2022

Nel 2024, l’incidenza osservata in Italia di nuove diagnosi di infezione da HI è inferiore rispetto a quella media osservata nell’Europa occidentale

data di pubblicazione:

27 Novembre 2025

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diffuso il rapporto annuale COA (Centro Operativo Aids). Il rapporto elabora i dati 2024 relativi alle nuove infezioni Hiv e ai nuovi casi di Aids nel nostro Paese.

“Nel 2024, sono state effettuate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 4,0 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra i paesi dell’Europa occidentale (5,9 nuove diagnosi per 100.000 residenti). Dal 2012 il numero più elevato di diagnosi è attribuibile alla trasmissione sessuale (in ordine decrescente MSM, maschi eterosessuali e femmine eterosessuali).

Nel 2024, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale è stata del 46,0% (27,9% maschi e 18,1% femmine), quella attribuibile a maschi che fanno sesso con maschi del 41,6% e quella attribuibile a persone che usano sostanze stupefacenti del 3,8%. Dal 2012 al 2020 si è osservata una diminuzione delle nuove diagnosi HIV, mentre si rileva un aumento progressivo dal 2020 fino al 2023, con stabilizzazione nel 2024 rispetto all’anno precedente.

Al Registro Nazionale AIDS nel 2024 sono state notificate 450 nuove diagnosi di AIDS, pari a un’incidenza di 0,8 casi per 100.000 residenti. Nel 2024, tra le nuove diagnosi di AIDS, l’83,6% riguarda persone che hanno scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di AIDS.

Nell’ultimo decennio è aumentata la quota di persone a cui è stata diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (persone in fase clinicamente avanzata, con bassi CD4 o in AIDS). Nel 2024, il 40,3% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato tardivamente con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 59,9% con un numero inferiore a 350 cell/μL. Una diagnosi HIV tardiva (CD4 <350cell/μL) è stata riportata nel 66,5% dei maschi eterosessuali, nel 61,0% delle femmine eterosessuali e nel 53,2% degli MSM.

Nel 2024, quasi la metà (43,5%) delle persone con nuova diagnosi HIV ha eseguito il test per sospetta patologia HIV o in presenza di sintomi HIV correlati. Altri principali motivi di esecuzione del test sono stati in ordine di frequenza: comportamenti sessuali a rischio (19,9%), controlli di routine o iniziative di screening a seguito di campagne informative (12,9%) e diagnosi di altra IST (6,7%). Questi ultimi due motivi di testing hanno visto una proporzione in aumento tra il 2022 e il 2024.

La sorveglianza dei casi di AIDS riporta i dati delle persone con una nuova diagnosi di AIDS conclamata. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono state segnalate 73.717 nuove diagnosi di AIDS, di cui 48.356 deceduti entro il 2022. 

Nel 2024, il 79,0% delle persone diagnosticate con AIDS non aveva ricevuto una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS. Tra le persone che non avevano effettuato trattamenti antiretrovirali prima dell’insorgenza di AIDS nel 2024, la polmonite da Pneumocystis jirovecii è stata la più comune patologia di esordio (22,4%) sebbene nell’ultimo ventennio abbia subito il calo più evidente.

La proporzione di persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e che ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi di AIDS è aumentata nel tempo e si è stabilizzata intorno all’84% nell’ultimo triennio. Nel 2024 questa proporzione è pari all’83,6%.

Il numero di decessi in persone con AIDS è rimasto relativamente stabile dal 2017 al 2020, è diminuito nel 2021 per poi aumentare nel 2022 con 493 decessi. Il numero dei casi prevalenti di AIDS, ossia ancora viventi, al 2022 è pari a 24.790.”

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