La pericolosità di Fentanyl e Nitazeni

ad oggi non c'é una emergenza sanitaria come negli USA, ma l'attenzione resta alta

La sua pericolosità, come evidenzia il fenomeno USA, è data sia dal suo basso costo (è poco costosa da produrre), sia dalla presenza di altre sostanze da taglio. In particolare può essere associata a sostanze non oppioidi, come la xilazina.

data di pubblicazione:

17 Novembre 2025

L’Ordine nazionale dei medici fa chiarezza sulla pericolosità del Fentanyl e dei Nitazeni. Lo fa attraverso un articolo pubblicato sulla pagina della salute del Sole 24 ore. Anche se la situazione non è assolutamente paragonabile a quella che si sta verificando da anni negli USA, e che ha provocato centinaia di migliaia di morti, va posta attenzione all’elevata pericolosità di queste sostanze.

Anche il Governo, attraverso il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e altri oppioidi sintetici, va nella direzione di prevenire i rischi dei consumi impropri.

Il Fentanyl, sostanza sintetica utilizzata per le sue proprietà analgesiche e anestetiche in medicina, fa parte della famiglia degli oppioidi.

Nell’articolo si ricorda che ” oltre all’impiego come farmaco, si sta diffondendo da qualche anno come droga d’abuso, cioè come sostanza assunta per ottenere effetti psicoattivi, sia sedativi sia eccitanti. Le conseguenze di questo utilizzo sono molto gravi: il Fentanyl è fino a cento volte più tossico dell’eroina e della morfina; crea inoltre una rapida e potente dipendenza.

La sua pericolosità, come evidenzia il fenomeno USA, è data sia dal suo basso costo (è poco costosa da produrre), sia dalla presenza di altre sostanze da taglio. In particolare può essere associata a sostanze non oppioidi, come la xilazina.

Rispetto ai rischi, “a breve termine, il Fentanyl provoca nausea, vomito, stipsi; dall’uso prolungato derivano problemi respiratori gravi, fino al decesso per soffocamento. Quando è tagliato con altre sostanze, come la xilazina, può causare ulcere cutanee nelle aree in cui viene iniettato, di solito braccia e gambe. Da qui il nome giornalistico utilizzato proprio per descrivere questo tipo di miscele: ‘droga degli zombie”.

A lungo termine i rischi associati sono quelli della dipendenza, che dà luogo a sintomi di astinenza, disturbi fisici e psicologici.

Come riportato all’inizio dell’articolo, per ora non esiste una emergenza sanitaria.

“Dalle analisi chimiche che periodicamente si effettuano sulle acque reflue, mirate a individuare la quantità e la localizzazione delle droghe, sono stati trovati campioni di Fentanyl in 33 città italiane. La diffusione, comunque, non ha raggiunto livelli preoccupanti” .

Per quanto riguarda la pericolosità dei nitazeni, basterebbe dire che sono sostanze che non vengono usate in medicina proprio perché non sicure. Si tratta di oppioidi sintetici che hanno effetti simili al Fentanyl ma più marcati.

Si stanno comunque diffondendo nel mercato nero e recentemente sembra che gli sia stato attribuito un decesso. Un segnale che ricorda quanto siano pericolosi

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