7a CONFERENZA NAZIONALE SULLE DIPENDENZE – 4a parte

nonostante la diminuzione di alcuni consumi giovanili, resta alto il consumo di alcol, psicofarmaci senza prescrizione e dipendenze digitali

fra gli aspetti più innovativi della 7a Conferenza, la messa a fuoco della questione delle dipendenze di tipo comportamentale (gioco d'azzardo, dipendenze legate all'uso di social e nuove tecnologie digitali)

data di pubblicazione:

13 Novembre 2025

Concludiamo la rassegna stampa sui lavori della 7a Conferenza nazionale sulle dipendenze. Il focus della sintesi pubblicata da Il sussidiario riguarda le dipendenze di tipo comportamentale, che rappresentano un ambito di interventi sempre più complesso.

“La Conferenza nazionale sulle dipendenze è un appuntamento che si svolge ogni tre anni, come prevede il Testo unico sugli stupefacenti del 1990; coinvolge tutto il Governo, attraverso il Comitato Nazionale di Coordinamento per l’Azione Antidroga, di cui fanno parte soggetti pubblici e privati che operano nel campo delle dipendenze: prevenzione, cura, recupero.

Gli interventi del Presidente della Repubblica, del Capo del Governo e del Papa, oltre a quelli di un elevato numero di ministri, più quelli di scienziati e ricercatori di aree concrete, di professionisti quotidianamente impegnati nella cura e nel recupero delle persone dipendenti, tutti insieme hanno dato la misura dell’importanza che il Governo ha voluto conferire alla Conferenza.

Erano almeno 15 anni che non si vedeva un tale “dispiegamento” di forze politiche e culturali. A parte le relazioni iniziali, la parte più interessante dei lavori si è svolta nei tavoli tecnici, con una metodologia di lavoro intensamente partecipativa. I temi affrontati hanno avuto un respiro molto ampio che ha permesso di tracciare un quadro meno scontato e ripetitivo delle solite formule un po’ stantie, che spesso si riducono a un lungo e sterile cahier des doléances.

La modalità di lavoro è stata quella dei tavoli tecnici, otto per la precisione, tra cui il Sistema pubblico delle dipendenze: governance, integrazione pubblico-privato, modelli innovativi di presa in carico, integrazione tra salute mentale e dipendenze; Prevenzione precoce negli adolescenti e giovani: strategie di prevenzione, giovani e adolescenti come focus; Ricerca scientifica: strumenti per rilevazione, monitoraggio, valutazione d’impatto (outcome); Carcere e dipendenze: presa in carico in carcere, continuità terapeutica, misure alternative, anche contesto minorile; e infine, le Dipendenze comportamentali: gioco d’azzardo patologico, gaming, dipendenze digitali, innovazioni nei servizi.

La qualità del lavoro è stata garantita dal percorso preparatorio: partenza dei lavori il 24 aprile 2025 con il Tavolo interistituzionale, fino alla riunione dei tavoli tecnici del 10 ottobre all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e infine il 7 e l’8 novembre la Conferenza nazionale.

I numeri sono impietosi. Alcuni studi stimano quasi 290mila minorenni a rischio per gaming e 320mila per uso problematico di internet/social. Circa 910mila studenti (37% della popolazione 15-19) hanno consumato almeno una sostanza illegale nella vita e 620mila studenti, il 25%, ne ha fatto uso nell’ultimo anno.

C’è stato un ampliamento del concetto di “dipendenze”: oltre alle sostanze stupefacenti e psicotrope, la conferenza ha affrontato anche le dipendenze comportamentali – come il gioco d’azzardo, l’uso compulsivo della tecnologia, videogame, internet, con particolare attenzione ai giovani. Secondo la relazione annuale al Parlamento 2025, tra gli studenti il 21% ha dichiarato l’uso di cannabinoidi, 1,8% cocaina, 1,2% allucinogeni; il 76% consumo di alcol, il 12% psicofarmaci senza prescrizione.

(…) In questo clima è stato annunciato un incremento delle risorse: dal 2024 al 2025 l’investimento nel settore è raddoppiato, raggiungendo i 165 milioni di euro. Sono state indicate anche le destinazioni specifiche per le risorse: ad esempio un fondo di 15 milioni per la mobilità delle persone che scelgono comunità terapeutiche lontane, 30 milioni per nuove assunzioni a tempo indeterminato nei servizi pubblici per le dipendenze.

E c’è stato un rafforzamento del contrasto alle nuove minacce: è stato fatto riferimento al piano nazionale contro l’uso improprio di Fentanyl e altri oppioidi sintetici, attivato dal Governo nel marzo 2024. Si punta anche su di un maggiore coinvolgimento del terzo settore e una maggiore e migliore cooperazione tra pubblico e privato. Tutti sono stati chiamati a lavorare in rete, a condividere dati, a sperimentare nuovi modelli.

La Conferenza rappresenta un momento centrale di riflessione strategica per un fenomeno che evolve rapidamente, mettendo in evidenza il ruolo delle tecnologie digitali, le nuove sostanze, e i comportamenti a rischio emergenti. Nonostante i progressi fatti in questi anni, è stato rilevato che i fenomeni restano ampi e complessi: nonostante il calo di alcuni consumi giovanili, resta alto il consumo di alcol, psicofarmaci senza prescrizione e dipendenze digitali.

Non sono mancate critiche dall’opposizione per l’approccio, sostenendo che “questa conferenza non celebra il successo della lotta alla droga ma certifica il fallimento delle politiche proibizioniste”.

Si è cercato di capire perché sia tanto aumentato il consumo di psicofarmaci, e come e perché si riesca ad ottenerli senza prescrizione medica. È vero che dopo la pandemia si è registrato un aumento di ansia, insonnia, depressione, specialmente tra adolescenti e giovani adulti e molti ricorrono agli psicofarmaci come “automedicazione”, attraverso canali informali, familiari, internet, compiacenza nelle farmacie.

Ma il fatto è che l’uso non prescritto di benzodiazepine e antidepressivi è cresciuto del 12% tra il 2022 e il 2025, tanto che attualmente si parla di una “normalizzazione del farmaco”: i giovani lo percepiscono meno pericoloso rispetto alle droghe tradizionali.

L’altro tipo di dipendenza aumentato significativamente è il gioco on line, perché c’è una crescente digitalizzazione del tempo libero, specialmente tra i più giovani: il gioco d’azzardo, in particolare quello digitale, è accessibile 24/7, ed è diventato la principale porta d’ingresso per le nuove dipendenze non da sostanza. Le piattaforme di gioco e scommessa online hanno ampliato l’offerta e la facilità di accesso, con algoritmi che favoriscono il rinforzo del comportamento.

È cresciuta anche la disponibilità di nuove sostanze sintetiche e psicotrope, tra cui oppioidi sintetici, Fentanyl e derivati, ma il loro uso non è ancora così drammaticamente diffuso in Italia, dove invece c’è un forte controllo preventivo perché ciò non accada.

Il cambiamento indica trasformazione delle forme e dei contesti, da droghe illegali a sostanze legali e comportamenti tecnologici; da consumo ricreativo a consumo “funzionale” per gestire ansia, stress, solitudine; da luoghi fisici (bar, piazze) a spazi digitali e domestici. Impone una vigilanza sempre più attenta a livello familiare, scolastico, sociale e politico: ognuno deve sentirsi chiamato in causa.

In conclusione è emerso un aumento delle dipendenze da psicofarmaci senza prescrizione (soprattutto ansiolitici, benzodiazepine, antidepressivi); un aumento delle dipendenze comportamentali, in particolare gioco d’azzardo online e uso compulsivo della tecnologia; una riduzione – stabilizzazione dei consumi di alcol e hashish, soprattutto tra gli adolescenti.

La percezione del rischio legata a sostanze “tradizionali”, come alcol e cannabis, è aumentata negli ultimi anni grazie a campagne di prevenzione mirate e alla diffusione di stili di vita più salutistici.

Al contrario, gli psicofarmaci e le attività digitali vengono percepiti come “normali”, “legali”, “sicuri”, e quindi meno stigmatizzanti. Questo sposta le dipendenze da un ambito illegale a uno socialmente tollerato, ma ugualmente rischioso.”

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