Uso di droghe e modelli di prevenzione a confronto

Svezia e Norvegia affrontano con modalità diverse il problema del consumo di sostanze stupefacenti

Se il primo paese per affrontare questa situazione ha adottato un modello più orientato al sociale, la Svezia, anche di fronte ad un contesto diverso e sempre più connotato da episodi violenti, ha adottato un modello più legato al controllo e alla sicurezza.

data di pubblicazione:

21 Settembre 2025

Modelli di prevenzione sui consumi di droghe a confronto. Un articolo sul Sole24ore mette a confronto due modelli di intervento rispetto al consumo di droghe e alla microcriminalità urbana adottati rispettivamente da Norvegia e Svezia.

Se il primo paese per affrontare questa situazione ha adottato un modello più orientato al sociale, la Svezia, anche di fronte ad un contesto diverso e sempre più connotato da episodi violenti, ha adottato un modello più legato al controllo e alla sicurezza.

La Norvegia ha deciso di investire in operatori sociali che lavorano nei contesti di maggior diffusione delle sostanze. Contesti maggiormente marginali dove gli operatori contattano le persone direttamente nei loro luoghi di vita.

“Il loro approccio è radicalmente umano: conoscere le persone per nome, ricordarsi delle loro storie, offrire ascolto e alternative. Un modello che funziona perché riduce l’isolamento, lavora sui fattori di rischio e ricostruisce legami sociali”.

In particolare gli operatori che lavorano a Oslo si confrontano con due realtà distinte legate al consumo di sostanze stupefacenti. “A nord, nei pressi del quartiere Vaterland, si concentrano i giovani: maschi sotto i 30 anni che usano e vendono cannabis. A sud, nella zona di Storgata, si trovano invece consumatori più anziani, spesso tossicodipendenti cronici legati all’eroina e agli oppiacei sintetici”.

Per entrambi i gruppi ci sono proposte specifiche di aiuto e sostegno.

Per quanto riguarda la Svezia invece l’approccio è diverso anche in base a quello che sta succedendo. ” (…) i tassi di criminalità legati al traffico di droga sono in netto aumento. Sparatorie, omicidi, reclutamento giovanile. A Uppsala, l’epicentro della crisi attuale, si spara anche in pieno giorno. Le bande si contendono il territorio, i social media amplificano il senso di impunità e il disagio sociale si trasforma in rabbia”.

Per questi motivi si è ricorso ad una presenza maggiore di forze dell’ordine e maggiori controlli alle frontiere.

Ma secondo gli esperti il modello Norvegese è quello vincente, perché si basa “(…) sulla gestione dell’integrazione. A differenza della Svezia, la Norvegia ha investito risorse reali in programmi di inserimento, formazione e accesso al mercato del lavoro per i migranti e per i giovani a rischio”.

La pena non sempre scoraggia, ma un contratto di lavoro può cambiare una vita sostiene uno degli operatori sociali impegnati a Oslo.

L’articolo si conclude con una riflessione importante riguardante la situazione italiana.

“Nel nostro Paese, il dibattito sulle droghe resta polarizzato. A fronte di una retorica spesso securitaria, le esperienze locali di prevenzione e riduzione del danno sono limitate e sottofinanziate. Eppure, la lezione norvegese è chiara: quando si investe sulla dignità, sul lavoro e sulla presenza quotidiana nei territori, anche le zone più difficili possono cambiare”.

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