Anziani e gioco d’azzardo

In una società che invecchia sempre di più il gioco d'azzardo rappresenta una fuga da diversi problemi

Anche la noia e la solitudine possono spingere verso l’azzardo come un modo per riempire il tempo e combattere l’isolamento sociale, soprattutto in chi vive da solo o ha una rete familiare ridotta

data di pubblicazione:

29 Luglio 2025

In una società che invecchia sempre più velocemente le problematiche relative alla “silver age” vanno monitorate sempre di più. E non si tratta solo di patologie fisiche, ma anche di rischi che possono portare a dipendenze comportamentali quali il gioco d’azzardo. Anziani e gioco d’azzardo è il tema che tratta un articolo sul sito Se questo è un gioco.

Tra gli anziani italiani “(…) per 6 giocatori su 10 le scommesse sono abitudini consolidate da più di 10 anni. Nel corso del 2020, inoltre, il 25% degli over 65 è entrato nel mondo delle scommesse con una frequenza di almeno una giocata al mese.

Numeri importanti che possono avere diverse cause. Tra quelle menzionate nell’articolo figura la depressione, che raggiunge percentuali del 17 per cento dopo gli 85 anni. Più frequente nella popolazione femminile, tra chi ha problemi economici, diagnosi di patologie croniche o vive solo.

Ma questo non basta a spiegare l’avvicinamento al gioco d’azzardo. Anche la noia e la solitudine possono spingere “(…) verso l’azzardo come un modo per riempire il tempo e combattere l’isolamento sociale, soprattutto in chi vive da solo o ha una rete familiare ridotta. Ma anche il periodo del post-pensionamento in molti casi è delicato, tanto che possono emergere fragilità che fino a quel momento erano rimaste nascoste.

E così andare al bar o in sala bingo è un’occasione per uscire di casa e socializzare. Ci sono poi casi in cui si cerca di distrarsi da una dolore emotivo. Per esempio alcuni anziani iniziano a giocare dopo un lutto, ma anche con la perdita di ruolo familiare, per esempio quello genitoriale, quando i figli escono di casa.

Inoltre la pensione garantisce un reddito costante e tanto tempo libero: un mix pericoloso, se si è vulnerabili, in un contesto in cui ormai il gioco d’azzardo, ampiamente diffuso e socialmente accettato, è normalizzato”.

Per quanto riguarda l’approccio di genere al gioco, si sottolinea che gli uomini sono più propensi a giocare nei luoghi fisici, mentre le donne giocano soprattutto da casa perché occupate in attività domestiche o di cura dei familiari.

Entrambi prediligono giochi che non prevedono alti livelli di strategie e pochi, per ora, utilizzano piattaforme per il gioco online.

L’articolo continua elencando quali potrebbero essere i campanelli di allarme a cui familiari o amici dovrebbero fare attenzione.

Il problema è che “(…) la dipendenza da gioco in età avanzata è spesso sottovalutata o non riconosciuta. Anche perché può essere confusa con normali cambiamenti legati all’età, come perdita di memoria o tristezza. In realtà, può causare gravi danni economici, minare la qualità della vita e peggiorare eventuali problemi di salute già presenti”.

Per questo motivo i familiari hanno un ruolo fondamentale. Aspettare a parlarne, con medici o operatori dei servizi, non farebbe altro che peggiorare la situazione.

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