Il libro nero sull’azzardo: terza edizione

Con i 154,3 miliardi di raccolta siamo il primo paese in Europa come ampiezza del fenomeno

Questi 157,4 miliardi raccontano anche altro. Che siamo il primo paese in Europa per spesa sul gioco d'azzardo, che la mafia fa guadagni enormi in questo settore mentre lo Stato ne raccoglie 11 miliardi circa. Il problema è che il gioco d'azzardo è stato normalizzato e per questo è sempre più pericoloso.

data di pubblicazione:

20 Luglio 2025

Sul sito VITA.IT è possibile leggere un articolo di presentazione della terza edizione del LIBRO NERO sull’AZZARDO. Un report realizzato dalla CGIL, Federconsumatori e Fondazione Isscon.

Questa terza edizione del report ha presentato una criticità importante secondo i redattori, ossia la difficoltà nella reperibilità dei dati. Se il dato dei 157 miliardi raccolti nel 2024 rende evidente l’ampiezza del fenomeno, in crescita costante da anni, più difficoltoso è definire precisamente la sua composizione.

“(…) Agli ostacoli causati da norme sbagliate che vietano la diffusione dei dati territoriali della parte maggiore del gioco fisico, si è aggiunto il comportamento di Adm (Agenzia delle dogane e dei monopoli), che progressivamente e in modo ingiustificato ha ampliato le aree di censura, estese quest’anno ai dati dell’online dei piccoli centri e ad alcuni giochi fisici, non compresi nel divieto. A ciò si aggiunge l’uso estremo dei tempi di risposta all’accesso civico da noi avanzato, la costante definizione dei dati come provvisori e parziali, le importanti difformità rispetto a dati diffusi dalla stessa Adm e la scarsa cura nella definizione di alcuni elementi territoriali”.

Ma questi 157,4 miliardi raccontano anche altro. Che siamo il primo paese in Europa per spesa sul gioco d’azzardo, che la mafia fa guadagni enormi in questo settore mentre lo Stato ne raccoglie 11 miliardi circa. Il problema è che il gioco d’azzardo è stato normalizzato e per questo è sempre più pericoloso.

Una normalizzazione che passa molto dalla “(…) crescita della pubblicizzazione dell’azzardo, anche attraverso strumentali inviti al gioco responsabile che altro non sono che l’aggiramento dei residui divieti”.

Alla crescita della pubblicizzazione è poi corrisposto un aumento dell’offerta. “Siamo arrivati a situazioni in cui ci sono più di 4.200 tipologie differenti di scommesse!

Abbiamo ormai sdoganato il tema azzardo, l’abbiamo fatto diventare parte della nostra quotidianità e non siamo più in grado di comunicare che, insito nell’azzardo, c’è un elevato grado di pericolosità che è il rischio di cadere nella patologia, peraltro riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale. Ridurre l’offerta significa di fatto ridurre la domanda“.

Per Massimo Masetti di Avviso Pubblico oltre a ridurre l’offerta sarebbe importante “(…) ridurre la massima puntata e il tempo di gioco consecutivo, mentre va aumentato il tempo tra una giocata e l’altra, depennando dalla lista dei giochi leciti quelli che sappiamo essere più pericolosi dal punto di vista dell’addiction o delle infiltrazioni mafiose.

Oltre a ridurre l’offerta di gioco ed eleminare certe tipologie più pericolose, il Report chiede una “(…) normativa chiara, abbandonando «questa sorta di vulgata in cui l’azzardo è un’opportunità. Al contrario, l’azzardo è un pericolo. Ognuno poi sceglie se giocare o meno, ma consapevole del fatto che tutti i giochi sono costruiti per far vincere non chi gioca, ma il banco”.

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