sentenza della corte costituzionale sul piccolo spaccio

La Consulta ha fondato la propria decisione sull’art. 3 della Costituzione, rilevando l’irragionevolezza e la disparità di trattamento tra il reato di piccolo spaccio e quello di istigazione all’uso di stupefacenti

secondo la Corte costituzionale, la misura, introdotta nel 2024 con l’art. 168-bis del codice penale, è illegittima

data di pubblicazione:

18 Luglio 2025

Un articolo di Fuoriluogo commenta la recente sentenza della Corte costituzionale, che ha definito illegittima l’esclusione del cosiddetto “piccolo spaccio” dall’accesso alla messa alla prova. Secondo la Corte costituzionale, questa misura, introdotta nel 2024 con l’art. 168-bis del codice penale, presenta rilievi di incostituzionalità.

“Con la sentenza n. 90 depositata il 1° luglio 2025, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 168-bis del codice penale, nella parte in cui non consente la sospensione del procedimento con messa alla prova per i reati di spaccio di lieve entità. Si tratta di un passaggio importante, che corregge una delle molteplici distorsioni prodotte negli ultimi anni dalle politiche securitarie e punitive in materia di droghe. In particolare questa norma era stata introdotta con il decreto Caivano, insieme all’aumento delle pene per i fatti di lieve entità per droghe.

La Corte ha accolto le questioni sollevate dai Tribunali di Padova e Bolzano, che avevano rilevato l’irragionevolezza dell’esclusione del cosiddetto “piccolo spaccio” dall’accesso a una misura a forte vocazione rieducativa e deflattiva come la messa alla prova. Paradossalmente, dopo la modifica del 2023 che ha innalzato la pena massima per il reato previsto dall’art. 73, comma 5, del Testo Unico sugli stupefacenti da 4 a 5 anni, era diventato impossibile accedere alla misura alternativa, pur trattandosi di una delle figure più lievi del sistema sanzionatorio in materia di droga.

La Consulta ha fondato la propria decisione sull’art. 3 della Costituzione, rilevando l’irragionevolezza e la disparità di trattamento tra il reato di piccolo spaccio e quello di istigazione all’uso di stupefacenti. Quest’ultimo, pur previsto con pene più elevate, rimaneva accessibile alla messa alla prova, mentre il primo no: una evidente inversione nella scala della gravità che ha richiesto l’intervento della Corte.

Si tratta di una sentenza che restituisce coerenza costituzionale e proporzionalità al sistema penale e che, nel contempo, riporta al centro il principio della funzione rieducativa della pena e della personalizzazione dell’intervento giudiziario. La messa alla prova – ricordano i giudici – non solo consente all’imputato di riparare al danno e avviare un percorso di reintegrazione sociale, ma rappresenta anche uno strumento importante di deflazione processuale, evitando processi inutili per reati di modesta gravità e facilmente accertabili.

Ancora una volta è la Corte costituzionale a dover intervenire per correggere gli effetti perversi delle scelte legislative in materia di droghe, che in nome di una retorica repressiva finiscono per colpire i soggetti più deboli del circuito penale. Questa sentenza offre invece una chance concreta di reinserimento a chi si trova coinvolto in episodi di microcriminalità legati alla marginalità e all’uso di sostanze, e rappresenta un passo avanti nel difficile cammino verso un approccio più giusto e razionale alle politiche sulle droghe.”

Ti potrebbe interessare anche
21 Settembre 2026

Overdose in calo negli USA

Nel 2025 le morti per overdose sono state il 14% in meno del 2024

21 Settembre 2026

Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare

Il loro utilizzo influisce sull'aumento del peso corporeo?

20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace

8 Settembre 2026

Contesto carcerario e consumo di sostanze

Il 32,7% dei detenuti ha una diagnosi di dipendenza patologica da sostanze.

7 Settembre 2026

Divertimento notturno e consumi di sostanze psicoattive

A Berlino aumenta il consumo di ketamina sulla scena notturna

6 Settembre 2026

Il razzismo come fattore determinante nell’evoluzione dell’HIV

Non si tratta di semplici pregiudizi individuali, bensì di un vero e proprio razzismo strutturale che modella la società.

5 Settembre 2026

Adultosfera digitale e giovani

Come l'ambiente sociale dei grandi modella la crescita di ragazzi e ragazze

4 Settembre 2026

il consumo di tabacco in Europa

il dato è in lieve diminuzione

3 Settembre 2026

Dialogare oggi – un podcast sul disagio giovanile