OMS e strategie antifumo

110 Paesi non hanno avviato nessuna campagna mediatico-educativa sui danni del tabacco

l'efficacia delle strategie antifumo è variabile dai contesti nazionali, anche se globalmente la situazione è migliorata rispetto al passato

data di pubblicazione:

17 Luglio 2025

Un documento di OMS sintetizza la situazione nei vari Paesi rispetto alle strategie antifumo adottate. Dal documento è possibile trarre un bilancio ambivalente, in chiaro scuro, in quanto importanti passi in avanti nella prevenzione antifumo sono stati implementati, ma in numerosi contesti nazionali le misure consigliate da OMS non sono ancora state attuate.

“MPOWER è il pacchetto di misure elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per frenare l’epidemia di tabacco. A 18 anni di distanza dal suo lancio, oltre 6 miliardi di persone nel mondo sono oggi protette da almeno una delle azioni di controllo previste. Nel 2007 erano appena un miliardo. Ma non basta. “Ci sono ancora troppe lacune”, avverte l’Oms, che nella cornice della Conferenza mondiale sul controllo del tabacco ha presentato a Dublino il nuovo rapporto “Global Tobacco Epidemic 2025”.

L’allarme lanciato non lascia spazio ad interpretazioni: oltre sette milioni di persone muoiono ogni anno per il fumo attivo, e almeno un milione per esposizione al fumo passivo. Nonostante i progressi normativi, la pandemia da nicotina, dunque, è tutt’altro che sconfitta.

Il documento fotografa lo stato dell’arte delle politiche antifumo nel mondo. Sei le strategie che salvano vite: monitoraggio del consumo, protezione dal fumo passivo, supporto per smettere, avvertenze grafiche sui pacchetti, divieto di pubblicità e tassazione del tabacco. Finora, solo quattro Paesi – Brasile, Mauritius, Paesi Bassi e Turchia – hanno implementato tutte e sei le misure previste. Altri sette Stati sarebbero a un passo dal completamento.

Ma la mappa globale mostra chiaramente le disuguaglianze: in 40 Paesi, ancora oggi, non è stata introdotta nemmeno una delle misure raccomandate. E in oltre 30 Stati si possono vendere sigarette prive di avvertenze sanitarie obbligatorie. Qualcosa però si muove: nel 2007 erano solo nove i Paesi che imponevano etichette grafiche sui pacchetti; oggi sono 110.

Un altro fronte critico è quello fiscale. “Tassare il tabacco è tra le misure più efficaci per ridurne il consumo”, ricorda l’Oms. Eppure, negli ultimi tre anni, solo tre Paesi hanno aumentato le accise in linea con le raccomandazioni internazionali. Sul versante delle sigarette elettroniche, la situazione è disomogenea: 133 Paesi hanno introdotto regole specifiche, ma oltre 60 non hanno alcuna normativa adeguata.

A pesare, infine, è la scarsa prevenzione. Dal 2022, ben 110 Paesi non hanno avviato nemmeno una campagna mediatico-educativa per informare la popolazione sui danni del tabacco. Un vuoto che rischia di lasciare terreno libero alle lobby e alla disinformazione. “Abbiamo fatto passi avanti enormi – conclude l’Oms – ma ogni passo che non compiamo è una vita che perdiamo. La lotta al tabacco è una sfida continua: bisogna proteggerci dal fumo con la stessa tenacia con cui il fumo cerca di insinuarsi nella nostra vita”.

Ti potrebbe interessare anche
20 Settembre 2026

Dalla lobby al bancone

Un libro che racconta il potere delle lobby del vino in Francia

19 Settembre 2026

CURARSI CON IL VINO

Libri brutti podcast

18 Settembre 2026

Dopamina e cibo: un legame profondo

Nel contesto dell'alimentazione, la dopamina attiva il circuito della ricompensa e la sua funzione principale consiste nel governare il desiderio.

17 Settembre 2026

Overdose: un problema di salute pubblica

Emergenza medica o reato? Il bivio drammatico delle overdose in Libano

16 Settembre 2026

Alcol e prevenzione nelle scuole

Unplugged e Smashed sono due progetti che riescono a coinvolgere efficacemente studentesse e studenti

15 Settembre 2026

Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani

Le persone LGBTQ+ sono sempre più discriminate rendendo l'accesso alle cure contro l'HIV difficile

14 Settembre 2026

Cocaina: dalla scoperta alla sua proibizione

Dalla pianta di coca alla produzione di cocaina cloridrato

13 Settembre 2026

Una riflessione sul ruolo biologico e culturale dell’ebbrezza

Il bere si configura storicamente come una sofisticata grammatica sociale e una forma di "time out"

12 Settembre 2026

In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca

il nuovo governo colombiano prepara un progetto pilota con il glufosinato d’ammonio

11 Settembre 2026
10 Settembre 2026

Il patteggiamento di Meta: nuove misure ma non sufficienti

Come dovrebbe essere un social network?

9 Settembre 2026

Smettere di fumare

le sigarette elettroniche come strumento efficace

8 Settembre 2026

Contesto carcerario e consumo di sostanze

Il 32,7% dei detenuti ha una diagnosi di dipendenza patologica da sostanze.

7 Settembre 2026

Divertimento notturno e consumi di sostanze psicoattive

A Berlino aumenta il consumo di ketamina sulla scena notturna

6 Settembre 2026

Il razzismo come fattore determinante nell’evoluzione dell’HIV

Non si tratta di semplici pregiudizi individuali, bensì di un vero e proprio razzismo strutturale che modella la società.

5 Settembre 2026

Adultosfera digitale e giovani

Come l'ambiente sociale dei grandi modella la crescita di ragazzi e ragazze

4 Settembre 2026

il consumo di tabacco in Europa

il dato è in lieve diminuzione

3 Settembre 2026

Dialogare oggi – un podcast sul disagio giovanile

2 Settembre 2026

Legge “svuota-carceri”: mancano le risorse

1 Settembre 2026

Le politiche USA sulle morti da fentanyl

Trump taglia i fondi sulla riduzione del danno