La produzione di MDMA in Europa

Anche il Sudamerica sembra essere diventato una meta di questa produzione

Al contrario di quanto si conosce attualmente, sembra che la produzione europea di MDMA si stia spostando verso l'America Latina. Uno spostamento che avviene utilizzando l'MDMA come merce di scambio con la cocaina che arriva da quel continente. America del Sud quindi che si aggiunge all'Asia e alla Oceania, continenti tradizionalmente meta del traffico di MDMA europeo. 

data di pubblicazione:

27 Aprile 2025

Sul sito dell’Agenzia europea per le droghe (EUDA) è possibile leggere un’analisi di come si sta espandendo la produzione di MDMA in Europa. Una espansione dovuta al perfezionamento dei metodi di traffico anche verso nuovi paesi e regioni.

Circa 12,3 milioni di europei (di età compresa tra 15 e 64 anni) hanno usato MDMA almeno una volta nella vita. Si stima che il mercato europeo al dettaglio dell’MDMA valga almeno 594 milioni di euro all’anno, corrispondenti a circa 72,4 milioni di compresse di MDMA (ecstasy) consumate nell’UE.

Il continente europeo rimane infatti una zona importante per la produzione di droghe sintetiche.

Una produzione che comporta dei rischi. Passando dal metodo di produzione “ad alta pressione” a quello “a freddo”, che richiede meno attrezzature o sostanze chimiche, sono aumentati i rischi di incendi ed esplosioni. Eventi che non mettono a rischio solo le popolazioni vicine a questi luoghi di produzione, ma anche i soccorritori e le aree circostanti gli impianti.

Anche la produzione di rifiuti chimici si aggiunge ai rischi precedenti, rifiuti che generalmente sono rilasciati lontano dai siti di produzione dell’MDMA e che genera altro inquinamento e danni per la salute.

Un cambio di rotta?

Al contrario di quanto si conosce attualmente, sembra che la produzione europea di MDMA si stia spostando verso l’America Latina. Uno spostamento che avviene utilizzando l’MDMA come merce di scambio con la cocaina che arriva da quel continente. America del Sud quindi che si aggiunge all’Asia e alla Oceania, continenti tradizionalmente meta del traffico di MDMA europeo.

Un mercato europeo di MDMA che rimane saldamente ancorato all’approvvigionamento di precursori chimici che arrivano dalla Cina. Precursori alternativi, non regolamentati, che vengono poi trasformati in MDMA in Europa.

Questi precursori spesso riescono ad aggirare i controlli delle dogane grazie al rapporto tra reti criminali con attività commerciali legittime.

Questo fa si che siano in circolazione pasticche di ecstasy ad alta concentrazione, che comportano rischi maggiori per i consumatori.

“Dopo anni consecutivi di aumento delle quantità di MDMA nelle compresse di ecstasy (2011-2019), questa tendenza sembra essersi invertita, con il contenuto medio di MDMA sceso da 170 mg nel 2019 a 144 mg per compressa nel 2022. Tuttavia, le compresse potenti sono ancora in circolazione.

Le piattaforme dei social media e le app di messaggistica istantanea sono diventate canali particolarmente dinamici attraverso i quali l’MDMA viene venduta ai consumatori. Anche miscele di MDMA, ketamina e altre sostanze, vendute come “tucibi” o “cocaina rosa“, sono sempre più disponibili”.

Un traffico e una produzione che sono sempre più sofisticate, a danno soprattutto dei consumatori che non sanno cosa stanno consumando.

 

 

 

 

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