problemi di affidabilità dei test salivari

il nuovo codice della strada si basa ora solo sul test salivare e inoltre, non è più necessario appurare il fatto che il guidatore si trovi realmente in stato di alterazione psico-fisica

le sanzioni scattano subito dopo un test salivare “positivo”, arrecando, in caso di errore, grave danno al guidatore che sia un “falso positivo”

data di pubblicazione:

22 Aprile 2025

In un articolo pubblicato su Aduc, dopo aver discusso la riforma del codice della strada, si valutano i problemi di affidabilità dei test salivari, a prescindere dall’effettiva alterazione del guidatore. Ciò pone la questione dell’affidabilità di questo test salivare: in caso di risultato positivo, scattono le pesanti sanzioni previste. Eppure, l’articolo dimostra, usando un campione di 2082 casi, che l’incidenza di falsi positivi è alta, pari al 22%.

“La guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti rappresenta una preoccupazione per la sicurezza pubblica e le dimensioni di questo problema in Italia non sono del tutto note. Il test antidroga si componeva, nel codice della strada in vigore fino a dicembre 2024, di due fasi: 1) “screening” rapido anche se non molto affidabile, attraverso un test salivare, al posto di blocco; 2) analisi di precisione in laboratorio per conferma.

La seconda fase di solito veniva eseguita in tempo successivo allo screening, richiedendo personale specializzato e attrezzature generalmente non disponibili ai posti di blocco. Inoltre, comprendeva anche un esame medico associato per valutare lo “stato di alterazione” del soggetto,

Per accelerare e semplificare, e con il dichiarato intento di contrastare energicamente la guida sotto effetto di droghe, il nuovo codice della strada si basa ora solo sul primo test, quello salivare. Inoltre, non è più necessario appurare il fatto che il guidatore si trovi realmente in stato di alterazione psico-fisica, determinato dall’assunzione di sostanze.

E’ una metodica assolutamente inaccettabile, anzitutto perché rischia di sanzionare persone perfettamente in grado di guidare, non trovandosi in stato di alterazione;  tra l’altro, colpisce anche chi fa uso, sotto ricetta medica, di oppiacei e THC. In questo testo però ci concentriamo sul test salivare rapido dimostrando che è molto inaffidabile, e che quindi, senza verifica di precisione, si rischia fortemente di condannare senza appello anche un “innocente”,. 

Le pesanti sanzioni (sospensioni della patente, ammende, obblighi amministrativi vari senza escluderne di più gravi ancora), scattano subito dopo un test salivare “positivo”, arrecando, in caso di errore, grave danno al guidatore che sia un “falso positivo”.
Non si prevede nemmeno un risarcimento, in questo caso; il che è profondamente ingiusto, dato che l’errore dipende solo dalla metodica scelta e dal principio riportato nell’art 187.
In Italia al momento viene usato il tampone salivare DrugWipe 5 S che, grazie all’uso di un reagente, è in grado di rilevare la recente assunzione di 5 sostanze stupefacenti, identificandole: cannabis, oppiacei, cocaina e anfetamine e metanfetamine (compresi MDMA ed ecstasy).

L’affidabilità del tampone salivare  è già stata analizzata scientificamente e i risultati sono disponibili online da gennaio 2024 (Poetto et al., 2024).    Useremo I risultati di questo studio per evidenziare l’elevata frequenza di errore del test salivare.
Il governo avrebbe dovuto documentarsi scientificamente prima di assumere decisioni con conseguenze gravi al di là dell’intento normativo

(…) “Un laboratorio mobile è stato allestito nel 2019 dalla Forensic Lab Service S.r.l. (società a responsabilità limitata) per migliorare la tempistica e la pianificazione dei posti di blocco e per fare luce sulla portata del problema della guida sotto effetto di droghe in Italia. Lo screening delle droghe è stato effettuato con il test della saliva DrugWipe®. L’analisi di conferma è stata eseguita sui fluidi orali mediante cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa tandem.” (da Poetto et al. 2024).

Va doverosamente notato che, per lo studio, la selezione dei conducenti è stata effettuata per lo più nei fine settimana ed esclusivamente di notte, ovvero, come è opportuno, nei momenti di maggior uso di sostanze psicoattive. Sarebbe dunque inappropriato confrontare le frequenze di uso, che ne emergono, con quelle risultanti da altri studi (progetto DRUID ed altri) riguardanti anche l’uso nei feriali e di giorno .

E veniamo ai risultati in cui si confrontano le positività del test salivare e quelle della verifica precisa in laboratorio.
E’ stato considerato un campione di 2082 casi;  i test salivari con esito positivo sono 273; i positivi confermati dalla verifica in laboratorio 214 (78%). 
Quindi, ben Il 22% dei test salivari positivi dà un esito 2, i soggetti sono falsi positivi!

Ci si potrebbe fermare qui per chiedere l’abolizione dell’art. 187 nel nuovo codice della strada, ma vediamo i dettagli per le diverse sostanze.
Nella Tabella si riportano i risultati delle analisi complete dal lavoro citato, integrandoli con un’altra informazione importante, ovvero le “prevalenze di uso” di sostanze, cioè le percentuali di soggetti, nella popolazione generale, che ne fa uso. Dati tratti da European Union Drugs Agency.
 

Sostanza Test salivari positivi Casi realmente positivi Test salivare positivo confermato in percentuale Test salivare falso positivo in percentuale=probabilità che un test salivare positivo corrisponda a un soggetto negativo Prevalenza media di utilizzatori sostanza nella popolazione italiana (15-65 anni) Prevalenza
media di  non utilizzatori
THC (cannabis) 154 137 89% 11% 11.0% 89%
Cocaina 98 75 77% 23% 1.4% 98,6%
MDMA 18 1 6% 94% 1.0% 99%
Oppiacei 3 1 33% 67% 0.4% 96%
Totale 273 214 78% 22%

Dai dati in tabella, soprattutto da quelli della colonna che dà la percentuale di “falsi positivi”, si può concludere che il test salivare non può essere utilizzato, come previsto dal nuovo codice della strada, senza verifica successiva, perché ben l’11% per la cannabis e il 23% per la cocaina sono falsi positivi e provocano, per gli sfortunati che ci incappano senza alcuna colpa, conseguenze spiacevolissime e  costi elevati, senza alcuna possibilità di risarcimento quand’anche riuscissero in qualche modo a dimostrare l’errore. Per MDMA e oppiacei, poi, il test salivare è un vero terno al lotto  e il suo utilizzo appare del tutto sconsiderato.

In conclusione, il test salivare non dovrebbe proprio essere utilizzato. Molto, molto meglio tornare alla verifica dello “stato di alterazione”, fino a quando un nuovo test non mostri sensibilità e specificità almeno superiori al 99% per ogni sostanza. 

Un’altra grande limitazione del test salivare è nel tipo di sostanze rilevabili. Esso  non consente di evidenziare, solo per fare un esempio, i cannabinoidi sintetici, che hanno effetti ben superiori alla cannabis, come risulta da articoli scientifici internazionali, che andrebbero  studiati e ponderati  adeguatamente prima  di assumere  decisioni di notevole impatto sociale e sanitario (Bonnet et al.,2020).”

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