migliorare le politiche di contrasto al gioco d’azzardo

Il gioco d'azzardo può diventare un serio problema non solo per i giocatori e le loro famiglie, ma anche per le comunità in cui vivono

Siamo di fronte ad una situazione di offerta del gioco d'azzardo, soprattutto on line, in continua espansione.  Questo soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, laddove l’infrastruttura normativa è spesso più debole. Si prevede che le perdite nette dei consumatori raggiungeranno quasi 700 miliardi di dollari entro il 2028.

data di pubblicazione:

7 Marzo 2025

Il gioco d’azzardo è un problema di salute pubblica alla stregua delle sostanze che creano dipendenza (alcol, droghe, tabacco). E’ quanto ha dichiarato la Lancet Public Health Commission sul gioco d’azzardo. Commissione formata da un gruppo di esperti in studi sul gioco d’azzardo, salute pubblica e politica sanitaria globale insieme a collaboratori con esperienza diretta riguardo ai danni del gambling. 

Da quanto emerso da un lavoro di revisione e metanalisi sulla diffusione del gambling svolto dalla commissione è emerso che: nel 2023 abbia giocato d’azzardo il 46,2% degli adulti e il 17,9% degli adolescenti, di cui il 10,3% online: dato ulteriormente aggravante se si considera che il commercial gambling – l’offerta commerciale dei giochi d’azzardo, che può essere sostenuta dal governo stesso attraverso sistemi di licenze o addirittura accordi di monopolio – dovrebbe essere vietato ai minori.

Tra i prodotti che maggiormente possono indurre al disturbo da gioco d’azzardo si trovano i giochi di casinò o slot online (15,8% degli adulti; 26,4% degli adolescenti) e le scommesse sportive (8,9% degli adulti; 16,3% degli adolescenti), che stanno guidando l’espansione dell’industria del gambling”.

Siamo di fronte ad una situazione di offerta del gioco d’azzardo, soprattutto on line, in continua espansione.  Questo soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, laddove l’infrastruttura normativa è spesso più debole. Si prevede che le perdite nette dei consumatori raggiungeranno quasi 700 miliardi di dollari entro il 2028.

Ed è proprio sulla questione delle normative che la commissione chiede ai Governi nazionali di intervenire. Soprattutto di fronte ad una industria del gambling che dipinge questa attività “(…) come un intrattenimento innocuo, sottolineando i benefici economici (compreso il gettito fiscale) e le opportunità di lavoro che offre, nonché i benefici sociali possibili quando una parte dei profitti viene utilizzata per finanziare l’istruzione e la sanità o altre valide cause sociali e, per contro, attribuendo ai giocatori stessi la responsabilità dei danni, distogliendo così l’attenzione dalla condotta aziendale”.

Una condotta che ha un marketing molto aggressivo e che utilizza strategie pubblicitarie molto efficaci.

In base a questo la commissione invita i Governi a promuovere politiche che “(…) antepongano la tutela della salute e del benessere della popolazione alle motivazioni economiche, andando a definire un’efficace regolamentazione del gambling che ne determini la riduzione dell’esposizione della popolazione attraverso divieti o restrizioni al suo accesso, promozione, marketing e sponsorizzazione, de-normalizzandolo attraverso campagne di marketing sociale e di sensibilizzazione ben finanziate e fornendo assistenza e trattamento universali per i danni che causa”.

Come azioni concrete non bastano solo i programmi di cura delle persone con problemi legati al gioco d’azzardo, ma servono anche maggiori controlli sull’applicazione delle norme come quelle dei limiti di età previsti dalla legge, la limitazione di disponibilità e accessibilità del gioco d’azzardo, il divieto o il contenimento.

L’articolo, disponibile sul sito Salute internazionale, si conclude con una riflessione sulle scelte del Governo attuale. Scelte che sono andate nella direzione di ampliare l’offerta di alcuni giochi (introduzione di un’estrazione settimanale aggiuntiva dei giochi del Lotto e del Superenalotto) e allo stesso tempo di “(…) cancellare il fondo ad hoc contro la dipendenza e l’Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave”.

Le risorse destinate al contrasto del gioco d’azzardo verranno fatte confluire in un unico Fondo e Osservatorio che riguarderà tutte le forme di dipendenze.

 

 

 

 

 

 

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