politiche sulle droghe, diritto alla salute pubblica e diritti umani

Le legislazioni antidroga rappresentano il fattore alla base della crescita della popolazione detenuta, dello smisurato ricorso all’istituto della custodia cautelare, nonché del congestionamento di sistema e strutture penitenziari

Le politiche sulle droghe a livello globale possono intaccare il diritto alla salute pubblica e i diritti umani

data di pubblicazione:

27 Dicembre 2024

Le politiche sulle droghe a livello globale possono intaccare il diritto alla salute pubblica e i diritti umani. Questo è l’elemento di fondo evidenziato dalla Global Commission on Drug Policy. Oltre la punizione: dalle risposte della giustizia penale alla riforma delle politiche sulle droghe, è il report divulgato dalla Global Commission on Drug Policy. Ne forniamo una sintesi secondo quanto riportato da Beppe Brescia su Fuoriluogo.

“Nel 2022, circa sette milioni di persone sono state ammonite, arrestate o processate per reati droga-correlati, alla stregua di un meccanismo che ha progressivamente minato la salute pubblica, i diritti umani e il ruolo stesso della legge.
D’altro canto, divieti e restrizioni non sono stati in grado di garantire la diminuzione dei consumi.
L’UNODC ha stimato che, se due decenni fa il numero di consumatori di sostanze illecite era attestato attorno ai 180 milioni di persone, oggi tale cifra è salita a 292 milioni.

La risposta penale si mostra immotivata anche analizzando i dati circa i casi inerenti l’utilizzo problematico di sostanze illecite: sempre secondo l’UNODC, la percentuale mondiale di persone dipendenti si limita tra il 10% e il 14% dei consumatori totali.

Generalmente, l’azione punitiva portata avanti dalle forze dell’ordine si concentra sugli anelli deboli della catena del mercato nero: non a caso, i reati più comunemente contestati sono quelli di possesso e spaccio di lieve entità. Sebbene il potere accordato alle forze di polizia venga giustificato con la necessità di contrastare il fenomeno del traffico, in realtà, come denuncia la Global Commission on Drug Policy, in molti casi esso costituisce uno strumento per colpire quelli che vengono definiti “bersagli interni”, ossia le fasce sociali più deboli, come le minoranze etniche, la popolazione adolescente e la comunità LGBTQIA+.

Tra gli altri, vengono in merito citati a titolo esemplificativo il caso del Regno Unito, dove le persone nere vengono fermate e perquisite a un tasso sei volte maggiore rispetto ai bianchi, e quello del Canada, dove tra il 2008 e il 2013 il 90% degli adolescenti neri ha subito un fermo.

Un altro aspetto da considerare è legato al fatto che, nella maggior parte dei casi, le perquisizioni hanno dato e continuano a dare esito negativo. Eppure, nel 2023, le leggi antidroga hanno prodotto la carcerazione di circa 11,5 milioni di persone a livello mondiale, il 24% in più rispetto al 2000. A livello globale, il 20% della popolazione carceraria sconta una pena per questo tipo di reati, con quasi mezzo milione di persone alle prese con una condanna per uso personale.

Le donne risultano criminalizzate con una frequenza quasi doppia rispetto agli uomini: 35% nel primo caso, 19% nel secondo. Nell’ultimo quarto di secolo, la cifra di donne detenute con un’accusa di possesso o spaccio è cresciuta del 60%, con picchi del 322% in Brasile, del 793% in Cambogia o del 602% in Indonesia.

Le legislazioni antidroga rappresentano dunque il fattore alla base della crescita della popolazione detenuta, dello smisurato ricorso all’istituto della custodia cautelare, nonché del congestionamento di sistema e strutture penitenziari: nel caso specifico dell’Italia, la media di incarcerazione è del 34%. A fronte di una media europea del 19%, tale statistica ci situa in sovrapposizione con Stati come Azerbaijan, Lettonia e Turchia.

Infine, se la proibizione di alcune droghe è stata a più riprese inquadrata come una politica a protezione dei più giovani, “sono proprio i bambini e i giovani a diventare spesso bersaglio delle pratiche di polizia, con conseguenze disastrose sulle loro possibilità di vita”.

Lo strumento della carcerazione incrocia inoltre la tematica dell’utilizzo problematico: nel 2023, oltre il 40% delle persone che utilizzano sostanze per via iniettiva sono state incarcerate. Circa un detenuto su tre utilizza droghe illecite, ma solo in nove paesi è previsto un programma di ricambio di aghi e siringhe all’interno delle strutture penitenziarie.
In generale, le persone detenute sperimentano numerose ostruzioni nell’accesso agli interventi di riduzione del danno, fattore che spesso genera l’acuirsi di utilizzi problematici, compromettendo le finalità reintegrative della detenzione.

Il verso della medaglia di tale dinamica è rappresentato dai trattamenti forzati, pratica condannata dalle Nazioni Unite, che a partire dal 2000 è divenuta prassi giudiziaria e amministrativa, rivelando speculari incapacità nell’indirizzo delle risposte istituzionali.
Un’analisi delle legislazioni europee ha riscontrato che, su 38 Stati, 21 di essi prevedono una qualche tipologia di trattamento forzato, con un 91% di paesi in cui la decisione finale è delegata a un giudice piuttosto che a professionalità mediche. Lo stesso dicasi per le “drug courts”, tribunali speciali creati negli Stati Uniti a partire dagli anni ‘80, cui il report dedica una breve ma significativa parentesi.

Il report si chiude illustrando possibili approcci alternativi e indirizzando una serie di raccomandazioni.
Partendo dalla disamina delle tre convenzioni internazionali poste alla base dei divieti, viene sollecitata l’adozione di pratiche di riduzione del danno, di misure di decriminalizzazione e di strumenti di integrazione sociale, in un’ottica guidata da un approccio scientifico.

In merito ai suggerimenti, spiccano quelli avanzati alle singole autorità nazionali, tra cui le richieste di abolire la pena di morte per reati droga-correlati, di garantire l’equità dei processi, di chiudere le strutture finalizzate ai trattamenti obbligatori e di ampliare i finanziamenti in favore degli interventi di riduzione del danno.”

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