CODICE DELLA STRADA: TOLLERANZA PER I CONSUMATORI DI DROGHE

con la riformulazione dell'art. 187 del codice della strada, verrà punito chiunque guidi dopo aver consumato una qualche sostanza vietata anche senza essere sotto l’effetto di questa.

si introducono sanzioni draconiane verso i consumatori di sostanze illegali. In particolare, non sarà più necessario provare il nesso fra consumo di sostanze e stato di alterazione alla guida, ma sarà sufficiente accertare la positività

data di pubblicazione:

11 Dicembre 2024

Nell’ambito delle importanti modifiche apportate al Codice della Strada, si introducono sanzioni draconiane verso i consumatori di sostanze illegali. In particolare, non sarà più necessario provare il nesso fra consumo di sostanze e stato di alterazione alla guida, ma sarà sufficiente accertare la positività (anche se relativa a consumi risalenti a giorni prima, come nel caso della cannabis) a sostanze proibite per fare scattare le nuove sanzioni. Roberto Spagnoli, in una nota ripresa dal sito InSostanza, commenta il provvedimento, mettendone in luce l’impianto.

“Uno dei punti cardine è l’inasprimento delle sanzioni per chi si mette alla guida dopo aver assunto alcol o sostanze psicoattive.
Per la guida in stato di ebbrezza, le multe saranno più salate e la sospensione della patente più lunga; in caso di tasso alcolemico superiore a 0,8 gr/l sarà obbligatorio, per un periodo di 2 o 3 anni, guidare solo veicoli dotati di alcol-lock, il dispositivo che impedisce l’avvio del motore se il conducente a un tasso superiore a 0 (zero).

Per quanto riguarda l’uso di sostanze, il ritiro immediato della patente e la successiva revoca scatteranno invece per chi risulterà positivo anche senza essere in uno stato di alterazione psicofisica. Le sostanze psicoattive lasciano tracce che possono essere rilevate nel nostro corpo attraverso l’esame della saliva, del sangue, delle urine o dei capelli; la loro permanenza nell’organismo dipende dal tipo di sostanza, dalla quantità e dalla frequenza di assunzione. La presenza dei metaboliti non indica di per sé uno stato di alterazione in atto ma solo che quella sostanza è stata assunta.

L’articolo del codice che riguarda le sostanze stupefacenti è il 187; nella precedente formulazione in vigore dal 1992 era punito, in maniera molto chiara, chiunque guidava in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope.
Chiunque guida in stato di alterazione non si riferiva all’ uso di sostanze ma all’effettivo stato di alterazione che queste possono provocare.

In pratica, non bastava dimostrare che il guidatore avesse assunto sostanze stupefacenti, servivano test psicofisici che dimostravano uno stato di alterazione in atto; test che di solito, fino ad oggi, sono stati effettuati dalle forze dell’ordine prima di procedere alle analisi in grado di verificare se i limiti quantitativi erano stati superati.

(…) Nella nuova versione dell’articolo 187 le parole in stato di alterazione psicofisica sono state soppresse e dunque, in caso di positività alle droghe, a prescindere dallo stato in cui si trova, il guidatore verrà sanzionato con la sospensione della patente e il divieto di conseguirla fino a 3 anni. In altre parole, verrà punito chiunque guidi dopo aver consumato una qualche sostanza vietata anche senza essere sotto l’ effetto di questa.

Per l’alcol, però, nel nuovo Codice della Strada le cose restano come sono e come è giusto che siabisogna dimostrare lo stato di alterazione.
Per le droghe invece no !
Una disparità che apre poi il discorso sulla legittimità costituzionale della norma ma lascio questo argomento a chi è ben più esperto di me.

Nessuno considera sensato guidare sotto l’effetto di alcol, di cannabis o di altro.
In queste condizioni la guida rappresenta un pericolo per sé e per gli altri, così come l’utilizzo del cellulare, la guida distratta o il mancato rispetto dei limiti di velocità.  Ma è fin troppo evidente che la modifica dell’articolo 187 del Codice della Strada è indirizzata contro i consumatori di sostanze vietate e inasprisce la sfera repressiva che già contempla le sanzioni amministrative previste dalla legge sulle droghe.
E a proposito di queste le segnalazioni ai Prefetti continuano a crescere e producono più di 13000 sanzioni l’anno che per il 76 %, cioè  il 3/4 del totale, si riferiscono a consumatori di cannabis; altre sostanze seguono a molta distanza.”

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