La crisi degli oppioidi sintetici negli USA: un’analisi

il problema oggi non sono più i farmaci prescritti, ma quelli che si trovano sul mercato nero

In Italia le politiche di contrasto si sono concentrate principalmente sull’aspetto repressivo e di controllo del traffico illegale, ma sono stati meno evidenti sforzi per aumentare la consapevolezza pubblica, migliorare l’accesso ai trattamenti per la dipendenza o promuovere iniziative di prevenzione su larga scala.

data di pubblicazione:

25 Novembre 2024

Sul sito di Salute Internazionale un interessante articolo indaga le ragioni che hanno portato alla crisi degli oppioidi negli USA. Una crisi alla base di una grave emergenza di salute pubblica che non è nata dal nulla ma che, secondo l’articolo, si è creata in tre successive “ondate”.

La prima di queste nata alla fine degli anni novanta, dovuta in parte all’azione delle case farmaceutiche ed in parte alla compiacenza di molti medici. Le case farmaceutiche in quegli anni  adottarono”(…) pratiche promozionali aggressive e ingannevoli riguardo all’uso degli oppioidi (tra cui il tristemente famoso OxyContin), spesso enfatizzandone benefici non supportati da evidenze di sicurezza ed efficacia.” Questo, insieme alla prescrizione da parte di medici corrotti e compiacenti, causò la prima grande ondata di dipendenze e overdose da farmaci.

La seconda ondata, a partire dal 2010, è frutto delle scelte fatte a livello federale per contenere le conseguenze della prima. Regolamentazioni più rigide per avere i farmaci oppioidi ha spinto molte persone a rivolgersi al mercato nero, marcato che vendeva a prezzi più accessibili l’eroina, facendo aumentare di nuovo le overdose.

La terza e ultima ondata viene situata a partire dal 2013 protraendosi fino ad oggi. Questa si caratterizza per la comparsa sul mercato nero di potenti oppioidi sintetici quali il Fentanyl.

“Le ricerche indicano che la comparsa di questi farmaci sul mercato nero è stata il risultato di cambiamenti nei prezzi e nella disponibilità di eroina, piuttosto che essere guidata da preferenze tra le persone che fanno uso di droghe.”

Secondo le previsioni sulle morti da overdose fornite da una ricerca del 2019 di Qiushi Chen e Coll. “(…) il numero annuale di decessi per overdose da oppioidi raggiungerà 81.700 unità nel 2025, con l’80% circa di questi decessi attribuibili agli oppioidi illeciti. Gli autori prevedono, infatti, un netto incremento delle morti causate da quest’ultimi passando dai 18.900 del 2015 ai 67.900 nel 2025 (con un aumento del 259%).  Al contrario, le morti per overdose da uso di oppioidi da prescrizione dovrebbero diminuire, anche se marginalmente, dai 14.200 del 2015 ai 13.800 nel 2025 (con una riduzione del 3%), grazie alla regolamentazione della prescrizione.”

Il problema delle overdose oggi non sono più attribuibili ai farmaci oppioidi prescritti, ma quelli sintetici illegali, in particolare il Fentanyl. Una sostanza “circa 100 volte più potente della morfina, ma anche circa 100 volte più tossico, poiché si lega con maggiore forza ai recettori cerebrali degli oppioidi.” Il fatto che il Fentanyl sia molto più potente non solo lo rende maggiormente letale, ma rende anche meno efficace l’azione del naloxone in casi di overdose.

L’aspetto della letalità del Fentanyl si lega anche ad altri due elementi, la contraffazione delle pasticche sul mercato nero e l’utilizzo insieme ad altre sostanze.

Il  rapido aumento della letalità da oppioidi illeciti è dovuta anche all’associazione tra Fentanyl con cocaina e metanfetamina alla ricerca dell’effetto “speedball” (associazione stimolante-depressivo). Questo aumenta però il rischio di overdose soprattutto per gli effetti depressivi che l’oppioide ha sul sistema respiratorio, quando su questo viene a diminuire l’effetto del farmaco stimolante.”

La situazione in Europa registra un aumento del Fentanyl a partire dal 2012. Nel 2021 i morti accertati dall’l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCCDA) sono stati 137. “E’ opportuno però sottolineare che il Fentanyl è spesso rilevato in concentrazioni estremamente basse, il che ne rende complesso il rilevamento nella maggioranza dei laboratori clinici. Pertanto, i dati europei a oggi disponibili rappresentano probabilmente una sottostima del fenomeno”.

 In Italia negli ultimi anni, la diffusione del Fentanyl sembra essere diventata più capillare. Tra il 2020 e il 2023, ci sono stati numerosi sequestri, tra cui uno particolarmente significativo a Piacenza. Nello stesso periodo, diverse inchieste hanno portato all’arresto di medici e farmacisti accusati di trafficare farmaci a base di Fentanyl attraverso ricette false e furti nei magazzini. Rispetto all’Europa  in Italia “(…) le politiche di contrasto si sono concentrate principalmente sull’aspetto repressivo e di controllo del traffico illegale, ma sono stati meno evidenti sforzi per aumentare la consapevolezza pubblica, migliorare l’accesso ai trattamenti per la dipendenza o promuovere iniziative di prevenzione su larga scala. L’assenza di una risposta proattiva potrebbe esporre l’Italia a un aumento del rischio legato agli oppioidi sintetici, soprattutto se consideriamo l’evoluzione della crisi in altri paesi.

 

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