Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: la mappatura dei servizi

per la prima volta sono state censite anche le associazioni

La mappatura ha censito 180 soggetti: 132 centri di cura (105 appartenenti al servizio sanitario nazionale, 27 al sistema del privato accreditato) e 48 associazioni. La dislocazione sul territorio nazionale è così ripartita: 63 al Nord, 45 al Sud e Isole e 24 al Centro Italia.

data di pubblicazione:

2 Novembre 2024

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da un alto tasso di cronicità, mortalità e recidiva. E’ quanto afferma il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del convegno “La Mappatura territoriale dei centri dedicati ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: le associazioni e i servizi di cura”.

Per questi motivi è importante “(…) un intervento integrato e precoce, per evitare che il disturbo diventi cronico con il rischio di danni permanenti che, nei casi più gravi, possono portare alla morte.”

Un intervento che deve prevedere la collaborazione tra strutture pubbliche e del privato accreditato, ma anche delle associazioni di volontariato. L’obiettivo è quello di intercettare precocemente la domanda di aiuto.

Per la prima volta la mappatura delle risorse che lavorano sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna) ha preso in considerazione anche le associazioni, oltre alle strutture. Un riconoscimento importante del loro impegno su questa tematica, che si distingue in diverse azioni.  Tra le principali gli interventi di prevenzione e promozione della salute, seguiti dai gruppi di auto mutuo aiuto per familiari e dalle attività formative. Non mancano anche gli sportelli di ascolto e l’attività domiciliare tra le azioni che vengono offerte.

La mappatura ha censito 180 soggetti: 132 centri di cura (105 appartenenti al servizio sanitario nazionale, 27 al sistema del privato accreditato) e 48 associazioni. La dislocazione sul territorio nazionale è così ripartita: 63 al Nord, 45 al Sud e Isole e 24 al Centro Italia.

La maggior parte è strutturata per prendere in carico utenti dai 13 ai 45 anni. Ma una quota del 18% afferma di poter prendere in carico bambini di sei anni o meno e il 51% la fascia tra 7 e 12 anni. Il 78% anche persone con età superiore ai 45 anni. Rispetto alla modalità di accesso, nel 49% dei servizi è necessaria la prenotazione al Cup o la richiesta Ssn ma nel 33% dei casi la modalità di accesso ai centri è libera e senza impegnativa.”

La mappatura è direttamente consultabile sul sito piattaformadisturbialimentari.iss.it, e potrà essere aggiornata sui sevizi aggiuntivi direttamente dalle associazioni censite.

 

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