Il fentanyl in Italia: difficile stabilire la sua diffusione

il calo della produzione internazionale di oppio potrebbe favorire la presenza del fentanyl

Già nel 2017 e 2018 c'erano stati due casi di overdose attribuiti all'eroina, ma che con il tempo e le analisi adeguate sono stati attribuiti alla presenza di derivati del fentanyl. 

data di pubblicazione:

7 Agosto 2024

Sappiamo che il fentanyl, come sostanza da taglio, è presente anche in Italia, ma esistono ancora pochi dati e informazioni per capire la sua diffusione. E’ quanto si apprende da un articolo che si può leggere sul sito della rivista Internazionale. Attraverso alcune interviste a consumatori di sostanze e operatori sociali impegnati sul campo, l’articolo cerca di fare luce su un fenomeno già noto all’estero, in particolare nel Nord America, ma ancora poco conosciuto in Italia.

Una diffusione, quella del Fentanyl,  che negli USA si è allargata a dismisura, grazie anche alle prescrizione dei medici messi sotto pressione da parte delle case farmaceutiche, causando quello che qualcuno ha definito la peggiore emergenza sanitaria dal dopoguerra. Una emergenza che dalla fine degli anni novanta al 2022 ha provocato circa un milione di overdose mortali.

Il problema, secondo alcune testimonianze di consumatori di eroina, è quando la trovi come sostanza da taglio proprio nell’eroina: è lì che nascono i rischi maggiori. Come sostanza “il fentanyl crea dipendenza in pochi giorni. Come dice uno studio del Massachusetts general hospital, l’abuso della sostanza “ferma la respirazione prima che i pazienti perdano coscienza. Sono sufficienti 2-3 milligrammi per uccidere qualcuno.

Chiaramente la situazione italiana è diversa da quella degli USA, per diversi motivi, ma i rischi esistono, tanto che un mese dopo l’annuncio da parte del Governo del Piano nazionale di prevenzione e contrasto al fentanyl, a Perugia per la prima volta sono state trovate tracce di questa sostanza in una dose d’eroina.

In realtà non era la prima volta che il fentanyl faceva la sua comparsa come sostanza da taglio in Italia. Già nel 2017 e 2018 c’erano stati due casi di overdose attribuiti all’eroina, ma che con il tempo e le analisi adeguate sono stati attribuiti alla presenza di derivati del fentanyl. 

La presenza della sostanza in questi ultimi anni si è fatta comunque più evidente  anche alla situazione internazionale.

“L’Italia non è immune al rischio fentanyl e questo anche per alcuni stravolgimenti internazionali recenti. Nel 2021 i taliban hanno ripreso il potere in Afghanistan e hanno messo al bando le coltivazioni di oppio, grazie al quale si produce l’eroina. “Per anni le organizzazioni internazionali ci hanno detto che bisognava riconvertire quelle colture per assestare un colpo al mercato internazionale della droga. Ora che è stato fatto scopriamo che la situazione potrebbe essere perfino peggiore, perché essendoci meno eroina in circolazione è più probabile che si diffonda eroina contraffatta, oppure che si apra la strada agli oppiacei come il fentanyl”, sottolinea Riccardo Gatti, medico specializzato in dipendenze.”

Secondo alcuni operatori sul campo perora il consumo è limitato, in quanto la sostanza di per se non interessa molto i consumatori, il problema potrebbe nascere se il suo utilizzo  come sostanza da taglio aumentasse.

E’ per questo motivo che associazioni di attivisti in Italia e all’estero – Canada – hanno cominciato a promuovere l’analisi delle dosi di eroina al fine di prevenire il rischio di overdose causato da fentanyl. Lo stesso lavoro che da anni stanno cercando di fare i progetti di Riduzione del Danno (RdD).

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