“ciuccio digitale” e regolazione delle emozioni nei bambini

I ricercatori hanno anche scoperto che la scelta di utilizzare il “ciuccio digitale” è strettamente connessa alle scarse capacità di gestione della rabbia di base dei genitori.

lo studio mostra come, su 265 bambini con meno di 5 anni d’età, coloro che tendono a essere calmati con i dispositivi digitali hanno una capacità di controllo emotivo peggiore un anno dopo

data di pubblicazione:

23 Luglio 2024

Una ricerca mostra che l’uso, in bambini fino a cinque anni, di dispositivi digitali come “ciuccio” ha effetti negativi sulla loro capacità di regolare le emozioni. Un articolo di Sanità informazione fa una sintesi della ricerca.

L’utilizzo di smartphone, tablet o di qualsiasi altro dispositivo tecnologico per “sedare” i capricci di un bambino non fa altro che peggiorare il suo comportamento. A bocciare i cosiddetti “ciucci digitali” è stato un gruppo di ricercatori ungheresi e canadesi in uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Child and Adolescent Psychiatry. I risultati mostrano che su 265 bambini con meno di 5 anni d’età coloro che tendono a essere calmati con i dispositivi digitali hanno una capacità di controllo emotivo peggiore un anno dopo.

Nello studio i ricercatori hanno intervistato circa 300 genitori di bambini con un’età media di tre anni nel 2020 e di quattro anni nel 2021. I genitori hanno risposto a domande relative all’utilizzo della “regolazione digitale delle emozioni” e del comportamento dei loro figli. Ebbene, i risultati mostrano che i bambini calmati con i “ciucci digitali” risultano maggiormente inclini agli scatti d’ira e fanno più fatica a regolare i proprio sentimenti. “I capricci non possono essere curati con i dispositivi digitali”, sottolinea Veronika Konok, ricercatrice dell’Università Eötvös Loránd di Budapest e autrice dello studio. “I bambini devono imparare a gestire le proprie emozioni negative da soli. Abbiamo dimostrato – continua – che se i genitori offrono regolarmente un dispositivo digitale ai propri figli per calmarli o per fermare un capriccio, il bambino non imparerà. Questo porta a problemi di regolazione delle emozioni più gravi, in particolare problemi di gestione della rabbia, più avanti nella vita”.

Secondo i ricercatori, i risultati del lavoro sono “coerenti e forti in una direzione”, quella secondo cui un uso più frequente dei dispositivi digitali è legato a una maggiore rabbia e frustrazione e a un minore autocontrollo. I ricercatori hanno affermato che i bambini non imparano a elaborare le emozioni se non sono costretti a farlo regolarmente. Dare ai bambini un dispositivo ogni volta che sono turbati li aiuta a evitare di affrontare situazioni stressanti. Konok ritiene che i genitori dovrebbero aiutare i propri figli a superare le difficoltà e insegnare loro a gestire i propri sentimenti.

I ricercatori hanno anche scoperto che la scelta di utilizzare il “ciuccio digitale” è strettamente connessa alle scarse capacità di gestione della rabbia di base dei genitori. “Non sorprende che i genitori applichino più frequentemente la regolazione digitale delle emozioni se i loro figli hanno problemi di regolazione delle emozioni – sottolinea Konok – ma i nostri risultati evidenziano che questa strategia può portare all’escalation di un problema preesistente”. Secondo i ricercatori, è importante non evitare situazioni che potrebbero essere frustranti per il bambino. È invece consigliabile che i genitori guidino i propri figli nelle situazioni difficili, li aiutino a riconoscere le proprie emozioni e insegnino loro a gestirle.

I ricercatori sottolineano che per aiutare i genitori dei bambini con problemi di gestione della rabbia ad avere successo, è importante che ricevano supporto. Ad esempio, gli operatori sanitari che lavorano con le famiglie potrebbero fornire informazioni su come i genitori possono aiutare i propri figli a gestire le proprie emozioni senza dare loro un tablet o lo smartphone. “Sulla base dei nostri risultati, potrebbero essere sviluppati nuovi metodi di formazione e consulenza per i genitori”, dice Caroline Fitzpatrick, ricercatrice presso l’Università di Sherbrooke e autrice senior dello studio. “Se aumenta la consapevolezza delle persone sul fatto che i dispositivi digitali sono strumenti inappropriati per curare gli scoppi d’ira, la salute mentale e il benessere dei bambini ne trarranno profitto”, conclude.

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