Gioco d’azzardo e divieto di pubblicità

il caso delle nuove maglie dell'Inter segnalato dalla campagna Mettiamoci in gioco

Betsoon sport è un sito di infotainment, ma fa parte della nota galassia Betsson Group, una società di gioco d’azzardo che opera da decenni in oltre 20 Paesi distribuiti in tre continenti.

data di pubblicazione:

18 Luglio 2024

Un passo indietro nel contrasto alla diffusione del disturbo da gioco d’azzardo. Così i promotori della campagna “Mettiamoci in gioco” giudicano la scelta dell’Inter, squadra di calcio campione d’Italia, di pubblicizzare sulla propria maglia la Betsson Sport.  Si tratta di un sito di infotainment, ma fa parte della nota galassia Betsson Group, una società di gioco d’azzardo che opera da decenni in oltre 20 Paesi distribuiti in tre continenti.

E’ quanto riporta un articolo sul sito Vita.it riprendendo le note dei promotori della campagna “Mettiamoci in gioco”. Nella stessa nota si sottolinea che questa scelta è stata possibile nonostante l’esistenza di una legge (cd. Decreto Dignità) che ha introdotto nel nostro ordinamento il divieto di realizzare pubblicità, anche indiretta, comunque effettuata e su qualunque mezzo, relativa al gioco d’azzardo. 

Nell’aprile del 2019, all’approssimarsi dell’applicazione del divieto, l’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) aveva emanato le linee guida sulle modalità attuative del divieto di pubblicità di giochi e scommesse che però avevano suscitato molte perplessità tra i promotori della campagna. Secondo questi ultimi le “(…) linee guida, infatti, consentivano una serie di “deroghe” al divieto, come i cosiddetti “spazi quote”, le rubriche ospitate dai programmi televisivi o web sportivi che indicano le quote offerte dai bookmaker, considerate “informazione” e non pubblicità. Sulla scia di questa deroga, sono nati decine di siti di infotainment che non pubblicano contenuti sulle scommesse ma le richiamano palesemente.”

In un momento storico in cui le giocate, solo del 2023, potranno raggiungere i 150 miliardi e le persone affette da disturbo da gioco d’azzardo sono stimate in oltre un milione, questa scelta appare in contraddizione con i rischi che comporta il gioco d’azzardo. Oltre a questo va aggiunto, secondo i promotori della campagna, che nella legge delega di riordino del settore che si dovrebbe completare a breve “(…) la pubblicità del gioco d’azzardo viene richiamata non come elemento nocivo, ma come “funzionale alla diffusione del gioco sicuro e responsabile.”

Quasi come se questo comparto fosse esente da rischi per la salute dei giocatori e da infiltrazioni mafiose come suggerisce l’articolo.

Oltretutto si tratta di una scelta che in altri paesi va nella direzione opposta, come nel caso dell’Inghilterra, dove si è deciso di rimuovere dalle maglie delle squadre le sponsorizzazioni di compagnie di scommesse.

 

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