social media: non solo rischi ma anche opportunità

la vita online è vita vera per i giovani

Con la globalizzazione dei rapporti interpersonali, garantita dalla digitalizzazione, si è ampliata a dismisura la possibilità di avere relazioni in ogni momento e luogo. Questa situazione però deve essere gestita, altrimenti il rischio è quello di provocare una rottura tra mondo esterno e realtà interiore che può portare ad una sofferenza psichica.

data di pubblicazione:

3 Luglio 2024

Social media e impatto sulla vita dei giovani. Un tema analizzato prevalentemente attraverso gli aspetti negativi e di rischio connessi con il loro uso e abuso. Diverso il tentativo fatto dal sito Percorsi di secondo welfare che, attraverso una intervista alla psicologa Cecilia Iannaco, punta ad individuare soprattutto quali opportunità possono offrire i social per la crescita e la vita dei giovani.

Secondo Iannaco bisogna partire dal fatto che “(…) rapportarsi con la rete e le nuove tecnologie significa rapportarsi con la storia e il progresso, che non possono essere fermati. È quindi necessario approfondire e studiare cosa è la rete per gli adolescenti, senza polemizzare o condannare.” Come tutte le grandi rivoluzioni anche quella tecnologica potrebbe portare a importanti cambiamenti e scoperte in questo campo.

Tra i cambiamenti che questa rivoluzione ha portato ci sono quelli riguardanti la socialità. ” Un tempo le amicizie si facevano a scuola, in situazioni collettive e i ragazzi si ritrovavano in posti fisici. Ora le amicizie spesso si fanno in rete e ci si incontra anche offline. Uso il termine “offline” e non il termine “virtuale”, perché penso che questa dimensione, soprattutto per i ragazzi, non sia opposta al concetto di realtà come lo è, invece, la virtualità.  La vita online, per gli adolescenti, è vita reale. Non a caso il filosofo Luciano Floridi parla di vita onlife (neologismo usato per descrivere l’esperienza di un mondo iperconnesso privo di distinzione fra online e offline, nda).”

Con la globalizzazione dei rapporti interpersonali, garantita dalla digitalizzazione, si è ampliata a dismisura la possibilità di avere relazioni in ogni momento e luogo. Questa situazione però deve essere gestita, altrimenti il rischio è quello di provocare una rottura tra mondo esterno e realtà interiore che può portare ad una sofferenza psichica.

Secondo Iannaco di per se la tecnologia e la rete non sono negative, ormai passare diverse ore al giorno online è diventato parte della vita di molti giovani. Il problema si presenta quando il contatto con la tecnologia diventa un momento e un luogo per evitare situazioni percepite come spiacevoli, spazio dove isolarsi. Un atteggiamento questo dovuto alla difficoltà di alcuni giovani di confrontarsi con la vita esterna che può portare fino a casi estremi come gli hikikomori1.

Il problema più che nella tecnologia sembra risiedere nella qualità delle relazioni umane. Relazioni che dovrebbero avvenire in armonia fin dai primi anni di vita, dove la realtà interiore del bambino/a si sta costruendo. Mancando relazioni di qualità, con genitori e coetanei, è più facile cadere nei disturbi e malattie tipiche dell’adolescenza, e in questi casi i social possono intensificare i problemi tipici di questa fase di sviluppo

In base a queste considerazioni non sono i social a far nascere disturbi e dipendenze, come quella dal gioco d’azzardo online, o quella dai siti pornografici. In questi casi “(…)  c’è una forma di dipendenza per cui i ragazzi sviluppano l’idea che senza la rete non abbiano più una identità oppure sviluppano una reale paura di essere esclusi. Anche in questi casi le difficoltà sono a monte. Quel senso di esclusione o di smarrimento che può affliggere un adolescente è tutt’altra cosa che può essere superato nel corso dello sviluppo.”

In conclusione Iannaco pensa che “(…)  sia essenziale adottare un approccio di ricerca continua e approfondire al meglio le differenti implicazioni di questa tematica, senza pregiudizi o opinioni precostituite. Non ci sono ancora posizioni certe, è tutto in continua evoluzione. Siamo protagonisti di un mutamento epocale e occorre essere attenti nell’osservare cosa accade attorno a noi, cosa può promuovere o inibire il benessere psichico dei più giovani e cosa è opportuno fare per intervenire se serve.

 

 

 

 

 

 

 

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