il gioco si fa duro: la XV edizione del LIBRO BIANCO sulle droghe

QUASI IL 40% DI CHI ENTRA IN CARCERE USA DROGHE.

Il Libro Bianco è un rapporto indipendente sugli effetti del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) sul sistema penale, sui servizi, sulla salute delle persone che usano sostanze e sulla societ

data di pubblicazione:

27 Giugno 2024

In occasione del 26 giugno, Giornata mondiale sulle Droghe, nell’ambito della campagna internazionale di mobilitazione Support! don’t Punish è stato presentato alla stampa a quindicesima edizione del Libro Bianco sulle droghe. Intitolato quest’anno “Il gioco si fa duro” .

Il Libro Bianco è un rapporto indipendente sugli effetti del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90) sul sistema penale, sui servizi, sulla salute delle persone che usano sostanze e sulla società, promosso da un cartello di associazioni. Questa edizione si concentra, in ambito nazionale, sul tema delle pene alternative per i detenuti cosiddetti “tossicodipendenti”. In particolare sulle ipotesi di trasformazione delle comunità in un sistema di “custodia attenuata” privatizzata.

A livello internazionale il Libro Bianco approfondisce la riforma delle politiche sulla cannabis a livello europeo e fa il punto sulle terapie psichedeliche che si sperimentano per la cura della sindrome da stress post traumatico (PTSD).

Per quanto riguarda le droghe e la repressione l’articolo della redazione di Fuoriluogo denuncia il fatto che dopo 34 anni di applicazione del Testo Unico sulle droghe i dati non cambiano. Questo perché la legge Jervolino-Vassalli continua ad essere il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri.

Alcuni numeri a sostegno di questo riguardano “(…) gli ingressi in carcere per droghe: 10.697 dei 40.661 nel 2023 sono stati causati dall’art. 73 del Testo unico, detenzione a fini di spaccio. Si tratta del 26,3% degli ingressi (era il 26,1% nel 2022).” Se a questi ingressi si aggiungono anche quelli in associazione con l’art. 74 si arriva a 34,1% del totale. Sostanzialmente il doppio delle media europea (18%) e molto di più di quella mondiale (22%).

Percentuali ancora più alte per chi entra in carcere per uso di droghe: si tratta del 38,1% , in aumento rispetto al 2022 (28,9).

Per quanto riguarda le misure alternative si assiste ad un incremento importante, con un +1.037,7% sul 2006. Nella pratica “(…) oltre agli oltre 60.000 detenuti al 31/12/2023 erano in carico per misure alternative e sanzioni di comunità (Messa alla Prova) ulteriori 83.703 soggetti.”

Infine alcuni numeri per quanto riguarda  le segnalazioni e le sanzioni amministrative per il consumo di droghe illegali. Si tratta di circa 40 mila segnalazioni, di cui il 38% finisce con una sanzioni amministrativa, le più comuni la sospensione della patente (o il divieto di conseguirla) e del passaporto. Le segnalazioni riguardano sopratutto i minorenni, che in questo modo “(…) entrano in un percorso sanzionatorio stigmatizzante e alla fine dei conti desocializzante e controproducente. Il 97,3% dei minori è segnalato per  cannabis.”

In conclusione secondo il rapporto “(…) la repressione colpisce principalmente persone che usano cannabis (76%), seguono a distanza cocaina (16,7%) e eroina (3,7%) e, in maniera irrilevante, le altre sostanze”

 

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