L’impatto dei social e della rete sulla vita e il benessere dei giovani

i risultati delle ricerche sono molto contraddittori

Tra utilizzo dei social, internet e videogames la presenza sulla rete di moltissimi giovani e giovanissimi è continua lungo tutto l'arco della giornata. Studiare gli effetti di questa connessione prolungata è lo scopo di molti studiosi e ricercatori che da anni "(..) tentano di valutarne i correlati sulla capacità di attenzione, i processi di memoria e la cognizione sociale, senza risultati univoci."

data di pubblicazione:

20 Giugno 2024

Sul sito della Società Italiana di Psichiatria  (SIP) un articolo affronta il tema dell’influenza della rete e dei suoi contenuti sulla vita e il benessere dei giovani. L’articolo prende spunto da una nuova review condotta da un gruppo di ricercatori internazionali i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista World Psychiatry.

Tra utilizzo dei social, internet e videogames la presenza sulla rete di moltissimi giovani e giovanissimi è continua lungo tutto l’arco della giornata. Studiare gli effetti di questa connessione prolungata è lo scopo di molti studiosi e ricercatori che da anni “(..) tentano di valutarne i correlati sulla capacità di attenzione, i processi di memoria e la cognizione sociale, senza però risultati univoci.”

Se da una parte i risultati di alcune ricerche riportano un miglior funzionamento psicosociale, quando l’esposizione alla rete è limitata nel tempo, altre riportano una maggiore tendenza al ritiro sociale  e comportamenti simili-hikikomori di chi fa un uso patologico del gioco online.

Anche ricerche epidemiologiche su larga scala che hanno cercato di valutare l’impatto della rivoluzione digitale sulla depressione e l’ansia negli adolescenti, hanno mostrato risultati poco consistenti.

Secondo Emi Bondi, presidente uscente SIP, “(…)  aldilà dei pericoli connessi al cyberbullismo, ai giochi on-line, all’esposizione a materiale pedopornografico, la letteratura scientifica sull’impatto di Internet e dei social è piuttosto contraddittoria. Alcuni studi ne demonizzano l’uso e il rischio manipolativo, altri invece ne sottolineano il potenziale anti-stigma, il ruolo di facilitatore di connessioni e supporto tra pari”.

Per Paola Calò, psichiatra e referente area social media nell’esecutivo SIP, quello che dimostra la rewiev è che l’utilizzo di Internet e dei social media non è un’esperienza univoca.

Una esperienza che può variare “(…)  in base alle caratteristiche sociodemografiche, psicologiche e comportamentali individuali e in base anche ai contesti e alle situazioni. Nel complesso, i risultati di questa review – continua – suggeriscono una comprensione più sfumata e individualizzata dell’influenza di Internet sul funzionamento psicologico, cognitivo e sociale.

Chiaramente tutti questi fattori in giovani e giovanissimi

 

 

 

 

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