Nuova campagna di sensibilizzazione sulle droghe

Strutturata con nove clip da un minuto la campagna si rivolge prevalentemente alla popolazione giovanile

Le sostanze affrontate, tramite una clip da un minuto, sono: cocaina, eroina, cannabis, MDMA, allucinogeni, nuove sostanze psicoattive, tabacco, alcol e fentanyl.

data di pubblicazione:

18 Giugno 2024

 La Rai e il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri promuoveranno una campagna di comunicazione e sensibilizzazione sui rischi del consumo di droghe. Con la campagna, che si chiama Fermati. Pensaci un minuto, si vuole sensibilizzare anche sul tema della dipendenza, che riguarda non solo le sostanze stupefacenti ma anche il gioco d’azzardo e internet.

La campagna è stata strutturata con nove video di un minuto (da Pensaci un minuto appunto) ognuno dedicato ad una sostanza differente. Le sostanze affrontate sono: cocaina, eroina, cannabis, MDMA, allucinogeni, nuove sostanze psicoattive, tabacco, alcol e fentanyl. Il format delle clip è stato pensato soprattutto per i più giovani, ossia quella parte di popolazione più a rischio di consumo. I dati dicono di un fenomeno, quello del consumo, che coinvolge il 25% dei giovani e di età sempre più bassa.

Il fenomeno appare in aumento soprattutto nella fascia 15-19 anni. Rispetto al 2021 preoccupa proprio questo incremento dei consumi nella fascia giovanile che passa dal 18,7% al 27,9% con un aumento dell’uso di cannabinoidi sintetici e nuove sostanze psicoattive. Un consumo che come conseguenza ha avuto un aumento di utenza sia presso i servizi privati che pubblici.

Nel 2022, quasi il 10% degli accessi al Pronto Soccorso direttamente causati da droga ha riguardato minorenni e circa il 14% 18-24enni. La campagna che prende in considerazione molte sostanze diverse tra loro, sia di origine naturale che sintetica, ha uno scopo prevalentemente di prevenzione.

Ciò significa iniziare non dal problema, ma dai bisogni effettivi di ciascuno che riguardano tutti gli aspetti della vita. Per risolvere una dipendenza non si può partire solo da essa, visto che si tratta dell’esito di un malessere, ma dalle cause profonde e cercare nuove risposte da offrire ai ragazzi.

 

 

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