Raccolta dati HIV e AIDS: un confronto tra i sistemi di sorveglianza

i due sistemi non possono mettere a confronto i dati

data di pubblicazione:

1 Giugno 2024

Sul sito dell’ISS è possibile approfondire i risultati di uno studio che ha l’obiettivo di confrontare metodi e dati raccolti dalle due sorveglianze HIV e AIDS esistenti in Italia. Studio che analizza i dati relativi agli anni 2013-2022, per valutare se esse possano rappresentare ancora uno strumento per monitorare in modo adeguato l’epidemia HIV/AIDS attraverso due sistemi distinti.

L‘infezione da HIV oggi si può considerare una malattia cronica, ma ridurre la sua trasmissione rimane una priorità per chi fa ricerca e lavora nella prevenzione e nell’assistenza delle persone che vivono con l’HIV. A livello internazionale per ridurre l’infezione l’UNAIDS  (The Joint United Nations Programme on HIV/ AIDS) ha identificato gli obiettivi, conosciuti come “95-95-95”.

Questi sono tre: diagnosticare l’infezione nel 95% delle persone che vivono con HIV, far accedere alla terapia il 95% delle persone con diagnosi e ottenere una soppressione virale (carica virale non rilevabile nel sangue) nel 95% delle persone in terapia. L’Italia è molto vicina a questi obiettivi ma resta ancora molto da fare.

Il quadro epidemiologico di HIV e AIDS in Italia è descritto dai dati che alimentano annualmente i due sistemi di sorveglianza nazionali, la sorveglianza HIV e la sorveglianza AIDS, quest’ultima meglio conosciuta come Registro AIDS (RAIDS).

Le due sorveglianze sono gestite e coordinate dal Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che, oltre a pubblicare annualmente l’aggiornamento dei dati relativi ai due flussi (6), li invia all’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) per la pubblicazione del report europeo.

I due sistemi di sorveglianza sono nati in momenti diversi, quello relativo ai casi di AIDS nel 1982, mentre quello per l’HIV nel 2008. Questo ha fatto si che gli strumenti e le modalità di raccolta dei dati siano diverse.

Nelle conclusioni dello studio “(…) si rileva come i due sistemi di sorveglianza siano profondamente diversi, a partire dalla scheda di raccolta dati, cartacea e nominativa per l’AIDS, informatizzata e anonimizzata per l’HIV. La raccolta cartacea per il RAIDS è quindi anacronistica e il flusso di arrivo delle schede per posta ordinaria è diventato difficilmente sostenibile, dal momento che può influenzare la tempestività del sistema e minare la riservatezza e la sicurezza dei dati personali nel caso di eventuali aperture accidentali delle buste o di perdite di plichi postali. Potrebbe, altresì, favorire la sottonotifica in caso si tratti di diagnosi concomitanti HIV-AIDS: il medico segnalatore potrebbe notificare il caso di nuova diagnosi di HIV al solo sistema di sorveglianza HIV e non anche al RAIDS o viceversa.”

Una seconda criticità individuata dallo studio è relativa alla quota di casi che viene annualmente notificata a entrambi i sistemi di sorveglianza e cioè nuove diagnosi HIV concomitanti con nuove diagnosi AIDS. Per capire se queste diagnosi sono relative a una stessa persona sarebbe necessario fare il linkage tra i due sistemi, cosa attualmente non possibile visto i diversi codici identificativi (alfanumerico per l’HIV e nominativo per l’AIDS).

I risultati emersi dallo studio indicano come mutualmente esclusivi i due sistemi di sorveglianza, gap questo che potrebbe essere superato adottando un unico sistema. Un sistema a cui sta lavorando il COA attraverso il progetto denominato “Studio di fattibilità per la sorveglianza HIV-AIDS verso la costruzione di un’unica piattaforma nazionale“.

“L’implementazione di un sistema di sorveglianza unificato HIV-AIDS presenta numerosi vantaggi. In primis, consente di collegare la prima diagnosi di HIV con la prima diagnosi di AIDS e con il decesso (attraverso il linkage con il database delle cause di morte Istat) e ciò permette di valutare importanti parametri, quali il tempo di progressione in AIDS, la sopravvivenza dopo la diagnosi, gli effetti della terapia antiretrovirale sulla progressione della malattia, gli effetti delle comorbidità e i decessi per cause diverse dall’infezione da HIV. Un ulteriore vantaggio riguarda la performance della nuova sorveglianza, in quanto la scheda unificata consente di restituire una descrizione delle diagnosi di HIV e di AIDS più accurata, completa, aggiornata e omogenea. Inoltre, le segnalazioni in tempo reale rendono più tempestivo e più sicuro il sistema sotto il profilo della privacy, essendo il flusso digitalizzato e informatizzato.”

Un sistema unico non solo risponderebbe ad una precisa richiesta dell’ultimo Piano Nazionale AIDS e alle direttive dell’ECDC, dell’UNAIDS e della Commissione Europea, ma anche ad un ammodernamento necessario per affrontare una infezione da HIV che negli anni è profondamente cambiata sia in termini di prevenzione, che di diagnosi e cura.

Ti potrebbe interessare anche
22 Luglio 2026

Storie dal sociale: un podcast del Sole 24ore

21 Luglio 2026

Furto di fentanil a Roma: una riflessione

Per prevenire situazioni come negli USA è importante garantire accesso alle cure e progetti di riduzione del danno

20 Luglio 2026

Il caldo estremo e la salute mentale giovanile

l'allarme di uno studio australiano

19 Luglio 2026

Naloxone in formato spray nasale per le Forze dell’Ordine

Un segnale per promuovere nuove campagne di di prevenzione e protezione per i consumatori

18 Luglio 2026

La gamblificazione del mondo digitale

il volto dell'azzardo minorile

17 Luglio 2026

Giornata Mondiale delle Epatiti

I progressi degli ultimi anni non saranno comunque sufficienti per raggiungere gli obiettivi fissati dall'OMS.

16 Luglio 2026

Cannabis: Italia prima in Europa per consumo tra i giovani

Rapporto europeo sulla droga 2026 dell'Agenzia europea per le droghe (EUDA)

16 Luglio 2026

Linee guida internazionali per affrontare al meglio i disturbi mentali

La linea guida è rivolta agli operatori sanitari non specializzati

15 Luglio 2026

Disturbi del comportamento alimentare

una realtà sempre più precoce e complessa

14 Luglio 2026

Gli elementi di rischio dei videogiochi

Alcuni meccanismi tengono i giocatori collegati costantemente

13 Luglio 2026

Che cosa può fare un giudice quando accerta che una pena sia eseguita in condizioni contrarie al senso di umanità?

Il caso di Sollicciano

12 Luglio 2026

L’assemblea generale dell’ONU non rinuncia a sconfiggere l’AIDS

Una dichiarazione politica che si rinnova per il 2030

11 Luglio 2026

Ci si può vaccinare contro una sostanza?

un primo passo

10 Luglio 2026

La diffusione delle droghe in Europa: il rapporto dell’Agenzia europea EUDA

Oppioidi sintetici, ketamina e cocaina rappresentano le criticità maggiori

9 Luglio 2026

Inversione di rotta nella crisi degli oppioidi

Il caso degli Stati Uniti

8 Luglio 2026

Droghe e giovani: un appello

Una parte del Terzo settore spinge per avere più prevenzione e meno repressione

7 Luglio 2026

Coca: un patrimonio culturale da difendere

La pianta non può essere vista solo come materia prima per la cocaina

7 Luglio 2026

Alcol e alte temperature: aumentano i rischi

Disidratazione e colpi di calore sono quelli maggiori

6 Luglio 2026

Caffè e psichiatria

un podcast accessibile sulla salute mentale

5 Luglio 2026

La presenza di bambini nelle carceri

un dato in aumento