CONTROLLI ANTIDROGA SUI LUOGHI DI LAVORO E INVII SERD

c'è anche chi gli accertamenti al Sert sceglie di non farli e cerca di passare ad altra occupazione o mansione col rischio licenziamento.

i positivi ai test antidroga tra i lavoratori con mansioni a rischio sono in aumento; non crescono invece gli invii da parte delle imprese ai servizi per le dipendenze

data di pubblicazione:

10 Maggio 2024

Aumentano i lavoratori positivi ai test antidroga, ma non crescono gli invii successivi ai SErD. Un servizio Rai solleva alcune importanti questioni connesse ai controlli antidroga nei luoghi di lavoro, dal punto di vista di chi fa i controlli di primo livello.

“I positivi ai test antidroga tra i lavoratori con mansioni a rischio sono in aumento; non crescono invece gli invii da parte delle imprese ai servizi per le dipendenze delle aziende sanitarie, come prevede la normativa per accertare se si tratti o meno di dipendenza. A segnalarlo i responsabili delle strutture: dalle imprese del giuliano isontino circa una quarantina l’anno gli invii al Sert.

Secondo Roberta Balestra, Responsabile Area dipendenze – Asugi: “La mia impressione è che noi potremmo avere più lavoratori inviati qui e i controlli dovrebbero essere in numero maggiore e fatti forse nel rispetto assoluto delle normative che prevedono dei controlli a tutti i lavoratori con mansioni a rischio almeno annuali e a sorpresa, che non si possono programmare e il lavoratore deve sapere che in qualsiasi momento può essere richiesto di fare questo controllo, questo all’interno di una promozione di una cultura diffusa  della prevenzione degli incidenti”.

C’è anche chi gli accertamenti al Sert sceglie di non farli e cerca di passare ad altra occupazione o mansione col rischio licenziamento. Gli accertamenti comportano una spesa di 500 euro a carico dei datori di lavoro. I risultati, nel loro insieme, confermano una prevalenza dei cannabinoidi.

Sono dati bassi ma parlano di consumo di sostanze in genere occasionale da parte di lavoratori impiegati in mansioni a rischio che viene fatto con una scarsa consapevolezza dei rischi connessi anche ad una assunzione non di tipo dipendente e quindi per noi è una occasione per lavorare con i medici aziendali per ribadire l’importanza della prevenzione.

Necessaria per gli esperti anche una revisione degli elenchi delle mansioni a rischio:

Le tipologie di mansioni a rischio sono state elencate in due tabelle che sono diverse per le droghe e per l’alcol, questa cosa non ha senso perchè il rischio di lavorare sotto l’effetto delle sostanze psicoattive è il medesimo. Una discrepanza che a mio modo di pensare e non solo mio non ha alcun senso per esempio le tabelle che elencano le mansioni a rischio per le droghe sono molto più limitate rispetto a quelle dell’alcol quindi i lavoratori che vengono controllati per l’alcol non vengono sottoposti ai controlli per le sostanze”.

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