salute mentale e accesso ai servizi: uno studio

L'ARS Toscana

"Partendo dal quadro epidemiologico, emerge un divario significativo tra il livello di disagio avvertito dalla popolazione e la frequenza di accesso ai servizi specialistici. Il dato 2021 (ultimo aggiornamento disponibile) rilevato fra gli adolescenti, mostra, rispetto al 2019, addirittura una riduzione del tasso di accesso: hanno fatto accesso 44,5 soggetti per 1.000 residenti, rispetto a 54,5*1.000 registrato nel 2019."

data di pubblicazione:

23 Aprile 2024

Sul sito dell’ARS Toscana è possibile consultare il Rapporto “Studio di ricerca sullo stato della salute mentale della popolazione toscana e sul ricorso ai servizi”. Si tratta di uno studio clinico di popolazione generale (età ≥ 18 anni) finalizzato a stimare la diffusione life time (prevalenza) e puntuale (incidenza) dei principali disturbi di salute mentale in Toscana, attraverso la somministrazione della scala Mini International neuropsychiatric Interview (7.0.2) da parte di medici specializzandi in psichiatria.

Lo studio, che si divide in due parti, cerca di raffigurare un quadro epidemiologico della salute mentale in Toscana. Nella prima parte il rapporto fa una analisi degli accessi ai servizi per cause di salute mentale, mentre nella seconda parte fa un quadro delle strutture residenziali e semi residenziali presenti in Toscana.

“Partendo dal quadro epidemiologico, emerge un divario significativo tra il livello di disagio avvertito dalla popolazione e la frequenza di accesso ai servizi specialistici. Il dato 2021 (ultimo aggiornamento disponibile) rilevato fra gli adolescenti, mostra, rispetto al 2019, addirittura una riduzione del tasso di accesso: hanno fatto accesso 44,5 soggetti per 1.000 residenti, rispetto a 54,5*1.000 registrato nel 2019.”

Il tasso di accesso ai servizi cambia invece quando si analizzano i ricoveri ospedalieri. Per i bambini il trend dei ricoveri è in aumento da molti anni, mentre per gli adolescenti è aumentato soprattutto “(…) in concomitanza con la pandemia: le principali cause di ricovero continuano ad essere il disturbo bipolare, i disturbi specifici dell’infanzia e i disturbi del comportamento alimentare, in sensibile aumento. Fra gli adulti, età 20-64 anni, le diagnosi principali sono: i disturbi nevrotici, le psicosi affettive e le psicosi schizofreniche. Per quanto riguardano i ricoveri ospedalieri, dopo la flessione registrata negli anni 2019-2020, si osserva una lenta ripresa.”

La seconda parte del Rapporto si concentra sulle strutture residenziali e semi residenziali che ospitano pazienti affetti da disturbi psichici. Numericamente sono presenti nel territorio regionale 114 strutture residenziali per pazienti psichiatrici e 73 semiresidenziali. Un dato che risulta omogeneo dal punto di vista geografico, ma carente da quello numerico.

“Riguardo alle caratteristiche delle strutture, esse presentano camere singole o doppie, con una media di 27 persone per le strutture semiresidenziali e 8 per quelle residenziali.
In entrambe le tipologie di struttura, la classe di età più rappresentata è quella compresa fra 25 e 55 anni (58,5% dei presenti). Il numero medio di giorni di permanenza è molto diverso in base alla tipologia di struttura: il dato regionale complessivo si attesta su una media di 970 giorni (2 anni e mezzo). Il costo medio giornaliero, con la variabilità legata al livello d’intensità assistenziale, si attesta su una media di €175.
Per quanto concerne le patologie riscontrate nei pazienti ospitati nelle strutture residenziali, il principale gruppo di diagnosi è costituito dalle psicosi schizofreniche (circa il 40% del totale), seguite dalle psicosi affettive (come il disturbo bipolare), i disturbi di personalità e i disturbi dell’alimentazione, principalmente il disturbo anoressico.”

 

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