CANNABIS E AUMENTO RISCHI PER LA SALUTE DEL CUORE

Nello studio viene valutata l'associazione del consumo di cannabis (numero di giorni di consumo di cannabis negli ultimi 30 giorni) con gli esiti cardiovascolari auto-riferitI

In qualunque modo sia stata assunta la marijuana, il suo utilizzo è stato associato ad un aumento di eventi cardiovascolari gravi, come infarti, ictus i danni alla salute del cuore

data di pubblicazione:

31 Marzo 2024

Assumere in qualsiasi forma cannabis aumenta significativamente i rischi per la salute del cuore (ictus, infarto, arterosclerosi, oltre a numerosi altri disturbi cardiovascolari). Tale aumento di rischio si manifesta anche se una persona non ha mai fumato tabacco nel corso della vita e non presenta ulteriori fattori di rischio.

Si tratta del risultato principale di uno studio trasversale, basato sulla popolazione, sui dati 2016-2020 del Behavioral Risk Factor Surveillance Survey di 27 Stati americani e 2 territori. Pubblicato sul ‘Journal of the American Heart Association‘ lo studio si è basato su sondaggi condotti dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) su persone tra i 18 ed i 75 anni.

Nello studio l’associazione del consumo di cannabis (numero di giorni di consumo di cannabis negli ultimi 30 giorni) è associata con gli esiti cardiovascolari auto-riferiti (malattia coronarica, infarto del miocardio, ictus e una misura composita di tutti e 3) in modelli di regressione multivariabile, aggiustando per il consumo di tabacco e altre caratteristiche negli adulti di età compresa tra 18 e 74 anni.

Tra i 434.104 intervistati, la prevalenza del consumo quotidiano e non quotidiano di cannabis era rispettivamente del 4% e del 7,1%.

“In qualunque modo sia stata assunta la marijuana, il suo utilizzo è stato associato ad un aumento di eventi cardiovascolari gravi, come infarti, ictus i danni alla salute del cuore”, precisa il rapporto del Massachusetts General Hospital di Boston. Tra i più colpiti coloro che consumano cannabis quotidianamente. Nello studio la stragrande maggioranza (74%) dei partecipanti fumava o svapava l’erba: in media nell’intero gruppo dei volontari seguiti, senza distinzioni di età o sesso, i rischi di ictus hanno fatto un balzo del 42% rispetto ai non consumatori di cannabis, e quelli di infarto sono saliti del 25%.

Ma per i più ‘giovani’, ossia chi aveva meno di 55 anni, le probabilità combinate di avere un ictus, un infarto, e malattie cardiache sono risultate più alte del 36%. “II nostri dati – dice Abra Jeffers, autore dello studio – mostrano che fumare cannabis danneggia la salute cardiaca almeno quanto il fumo tabacco. Ma l’uso di quest’ultimo sta diminuendo, mentre – conclude – il consumo di marijuana cresce”.

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