La caffeina e le prestazioni dei calciatori: una ricerca

la ricerca ha valutato gli effetti della caffeina sul processo decisionale e sulla precisione dei passaggi effettuati

come è possibile ottimizzare l'azione della caffeina, nel senso di ricavarne il meglio ed evitare gli effetti collaterali che, quando imponenti, ribaltano completamente l’obiettivo del loro uso?

data di pubblicazione:

25 Marzo 2024

La caffeina può aiutare a svolgere meglio alcune funzioni? Sul sito di insostanza si approfondisce questa tematica collegandosi ad una ricerca che ha coinvolto giocatori di calcio.  Una ricerca che ha indagato gli effetti della sostanza sulle funzioni cognitive “superiori”. La caffeina è una sostanza stimolante naturale tra le più consumate al mondo.  E’ un alcaloide, ovvero un composto che, come molti altri, viene estratto dalle piante; è una xantina (1,3,7-trimetil-xantina). Nonostante il diffuso utilizzo tra la popolazione mondiale gli episodi di grave tossicità sono molto rari.

Consumata per via orale “(…) la sua biodisponibilità è quasi completa, più o meno del 100% e il picco della concentrazione plasmatica compare tra i 30 e i 45 min. Gli effetti principali sono quelli di aumentare la concentrazione, aumentare la capacità di reazione e mantenere per un certo tempo l’attività intellettuale. Tutto questo grazie ad un transitorio aumento del rilascio di adrenalina e nor-adrenalina sul sistema nervoso simpatico.

La domanda che si pone il responsabile del sito, Dott. Giuseppe Montefrancesco é: come è possibile ottimizzare l’azione della caffeina, nel senso di ricavarne il meglio ed evitare gli effetti collaterali che, quando imponenti, ribaltano completamente l’obiettivo del loro uso? La risposta è possibilista, ma serve avere accortezza nel dosaggio e nella frequenza di assunzione. A supporto di questa affermazione cita i risultati della ricerca sui calciatori.

Studio che ha valutato gli effetti della caffeina sul processo decisionale e sulla precisione dei passaggi effettuati. Dodici giovani calciatori (16-17 anni e indice di massa corporea di 20,8 ± 2,7 kg/m2) hanno completato i compiti dopo aver assunto 3 mg di caffeina per kg di massa corporea ed anche dopo aver consumato quantità simili di placebo. I calciatori partecipanti hanno assunto circa 60-70 mg di caffeina e tra l’altro nello studio hanno escluso coloro i quali consumavano ordinariamente più di 100 mg di caffeina al giorno.”

Per quanto riguarda il compito decisionale, ai partecipanti è stato chiesto di determinare il miglior risultato di dieci eventi calcistici simulati e preregistrati. E’ risultato che la previsionalità dei partecipanti (compito decisionale) rispetto ai migliori risultati degli eventi proposti era inferiore quando consumavano caffeina rispetto al placebo.

Per quanto riguarda la precisione dei passaggi di calcio “(…) i partecipanti hanno eseguito cinque passaggi brevi (10 m) e cinque passaggi lunghi (30 m). Sebbene non statisticamente significativo, i partecipanti erano più accurati nei passaggi brevi e in quelli lunghi quando consumavano caffeina rispetto al placebo.”

Secondo gli autori della ricerca i risultati andrebbero tenuti in considerazione dagli allenatori, rispettando comunque tre criteri di base:

  • il dosaggio della caffeina rispetto al peso corporeo,
  •  la frequenza dell’assunzione di caffeina
  •  alcune posizioni dei giocatori (il ruolo nella squadra) o i loro stili di gioco.
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