LETTERA APERTA DI UN EDUCATORE ACCUSATO DI SPACCIO

Scopo dell'educatore è non solo di fornire la propria versione dei fatti, ma di affermare, nelle sue parole "la volontà di aprire un dibattito su questi argomenti"

scrive l'educatore: "Uno dei principi del mio lavoro è che non è lo stato alterato di coscienza in sé ad essere negativo e oggetto di lavoro, ma i comportamenti correlati"

data di pubblicazione:

19 Marzo 2024

Un educatore occupato presso una cooperativa reggiana, arrestato presso la stazione ferroviaria di Reggio Emilia con l’accusa di possesso di droghe sintetiche, ha pubblicato una interessante lettera aperta sulla stampa locale. Scopo dell’educatore è non solo di fornire la propria versione dei fatti, ma di affermare, nelle sue parole “la volontà di aprire un dibattito su questi argomenti, perché se si ritiene che il tema “sostanze” sia importante, non possiamo più permetterci di affrontarlo in maniera così grossolana e ideologica.”

L’educatore affronta in maniera aperta e sincera il tema del suo consumo di sostanze, distinguendolo però nettamente dal proprio ruolo lavorativo. L’occasione è colta anche per mettere in luce la differenza sostanziale fra dipendenza e uso consapevole di sostanze.

Io lavoro con persone con problemi di dipendenza e consumi problematici da 13 anni. Ho negato di lavorare in una comunità di recupero, come scritto nei primi articoli, perché il mio ambito di lavoro è la riduzione del danno. Lavoriamo cioè con consumatori attivi di sostanze, spesso non motivati al cambiamento, con l’obiettivo di ridurre il più possibile i danni a se stessi e al tessuto sociale del territorio correlati al consumo.  

Proprio per questo mi è ben chiara la differenza fra stato alterato di coscienza e dipendenza e fra sostanze con un alto profilo di rischio e problematicità, come eroina e cocaina, ed altre che, al contrario, possono essere utilizzate in modalità consapevole e controllato.

Uno dei principi del mio lavoro è che non è lo stato alterato di coscienza in sé ad essere negativo e oggetto di lavoro, ma i comportamenti correlati: se una persona, per consumare sostanze, arriva a commettere reati, avere profili di pericolosità sociale o anche semplicemente a rovinare relazioni personali a cui tiene o a spendere più soldi di quanto vorrebbe, ad esempio, siamo in presenza di un problema su cui lavorare.

Se al contrario l’utilizzo di sostanze non compromette la qualità della vita e non arreca danno ad altri, siamo in presenza di un consumo consapevole. Io mi ritengo senza dubbio un consumatore consapevole di party drugs, cioè di sostanze empatogene, piuttosto che eccitanti o rilassanti, che non utilizzo nella mia quotidianità ma solo in contesti di festa ben precisi, insieme a persone adulte e consenzienti come me.

Sono cosciente di come questa distinzione, molto chiara ai professionisti del settore, non sia contemplata dalla legge italiana in materia di stupefacenti e che, dunque, non mi assolva di per sé a livello legale. E, certamente, mi prenderò la responsabilità delle mie azioni, come ho sempre fatto.

L’invio di questa lettera ha però anche un altro obiettivo, che considero altrettanto importante e prioritario: la volontà di aprire un dibattito su questi argomenti, perché se si ritiene che il tema “sostanze” sia importante, non possiamo più permetterci di affrontarlo in maniera così grossolana e ideologica.

E se vogliamo davvero affrontare il problema del degrado delle nostre città correlato alla marginalità e ai consumi, non possiamo prescindere da una lettura approfondita, competente e pragmatica della realtà, superando termini ombrello senza significato reale come “droga” o “sballo” e parlando nello specifico dei problemi nella loro complessità e delle possibili soluzioni nella loro fattibilità ed efficacia.

Ultima riflessione: io posso ritenermi, rispetto alla legge, un privilegiato: ho una famiglia unita che, anche se culturalmente non comprende queste mie scelte, mi sostiene. Ho il rispetto dei colleghi e una rete di amicizie e relazioni importante, posso pagare le spese legali e ho gli strumenti culturali per spiegare i miei comportamenti e difendermi. Posso affrontare al meglio questa situazione.

Ma se fossi stato precario, figlio di famiglia monoreddito, non attivo politicamente piuttosto che straniero in attesa di permesso di soggiorno, mi avrebbe completamente rovinato la vita. Ritengo questo punto particolarmente sensibile e mi piacerebbe studiare modalità di azione politica o attivismo che possano in futuro essere utili a chi dovesse trovarsi nella mia stessa situazione, a causa di una condotta di vita personale e scelta liberamente, senza aver arrecato danni ad alcuno.”

Ti potrebbe interessare anche
6 Giugno 2026

Cala la percezione del rischio sull’HIV tra i giovani

La prevenzione resta lo strumento su cui puntare veramente

5 Giugno 2026

La dichiarazione di YEREVAN

una strategia europea sulle droghe fortemente centrata sulla sicurezza e sul controllo delle frontiere

4 Giugno 2026

Conseguenze del consumo di protossido d’azoto nel Regno Unito

I consumatori sono diminuiti ma i consumi massicci sono aumentati

3 Giugno 2026

La Carta di Genova 2026

il risultato di un confronto mondiale sul futuro delle comunità terapeutiche

1 Giugno 2026

Giovani e marginalità: testimonianze dal carcere

Trasformare il disagio in opportunità di riscatto

31 Maggio 2026

L’azzardificazione della realtà: i prediction market

In un futuro incerto l'azzardo appare una risposta razionale

30 Maggio 2026

Deforestazione e produzione di cocaina in Amazzonia

Un'analisi che ribalta il dibattito sulla guerra alla droga

29 Maggio 2026

Una panoramica sui disturbi del comportamento alimentare in Italia

Informazioni e statistiche

28 Maggio 2026

La rotta africana: il clan dei balcani trova nuove strade per il traffico di cocaina

Dal Sudamerica all'Europa

27 Maggio 2026

Joypad: un podcast sui videogiochi

Il post

26 Maggio 2026

Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti

una nuova frontiera per curare le dipendenze?

25 Maggio 2026

Curare il dolore senza dipendenza: gli studi sul DFNZ

Il DFNZ induce un rilascio di dopamina lento e sostenuto.

24 Maggio 2026

Crisi in carcere

la crisi del trattamento delle tossicodipendenze

23 Maggio 2026

Le droghe come strumenti di destabilizzazione

diventano tali solo se trovano ampi gruppi di persone disponibili a consumarle

22 Maggio 2026

I cartelli della droga: una narrazione alternativa

Una narrazione dei cartelli messicani funzionale alla militarizzazione del territorio

21 Maggio 2026

La nuova stagione degli psichedelici terapeutici

sostanze considerate illegali rappresentano oggi una possibilità di cura

20 Maggio 2026

Rassegna clinica sul tabagismo

Rassegna promossa da FeDerSerD

19 Maggio 2026

L’ultimo azzardo

Un podcast sul gioco d'azzardo

18 Maggio 2026

Bologna: aumenta il consumo di crack e il policonsumo

E' quanto emerge dal rapporto 2025 sulle Dipendenze

17 Maggio 2026

Il ruolo del “tempo” nel gioco d’azzardo online

Il tempo perde il suo valore reale nell'iperconnessione