2000-2022: 30% IN MENO DI FUMATORI NEL MONDO

la diminuzione dei fumatori interessa tutte le aree del mondo

attualmente i fumatori nel mondo sono 1,25 miliardi, circa un adulto su cinque, che corrisponde a un calo di circa il 30% rispetto a 20 anni fa

data di pubblicazione:

1 Febbraio 2024

Il numero di fumatori nel mondo negli ultimi vent’anni è sceso di circa il 30%. Secondo l’ultimo esteso rapporto redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ‘WHO global report on trends in prevalence of tobacco use 2000-2030‘, attualmente i fumatori sono 1,25 miliardi, circa un adulto su cinque. Si tratta di un numero di fumatori ancora molto alto, che, tuttavia, corrisponde a un calo di circa il 30% rispetto a 20 anni fa.

“L’uso del tabacco continua a rappresentare una grave minaccia potenzialmente evitabile per la salute pubblica in tutto il mondo. Questa minaccia riguarda quanti usano direttamente il tabacco, e chi, non fumando, potrebbe essere esposte a residui di tabacco e fumo dannosi”. Nel rapporto, che ha analizzato l’andamento del consumo del tabacco in 150 Paesi del mondo, si proiettano le tendenze fino al 2030.

Secondo l’analisi, nel 2000 circa la metà dei maschi con più di 15 anni (49,1%) consumava almeno un prodotto derivato dal tabacco. Nel 2020 si era raggiunto il 35,5%. Se il trend si manterrà stabile, si potrebbe raggiungere il 30,6% nel 2030, secondo le proiezioni Oms. Per quel che riguarda le donne, era fumatrice il 16,3% della popolazione femminile adulta nel 2000. La percentuale è scesa al 7,9 nel 2020 e potrebbe raggiungere il 5,7% nel 2030.

Interessante notare come, in tutte le sei macro-aree globali, nel periodo 2000-2022, il numero di fumatori sia diminuito in modo significativo. In particolare, ciò riguarda l’area del Sud-est asiatico. Nel 2000 poco più della metà della popolazione adulta era fumatrice, percentuale scesa al 26,5% del 2022.

Tra le tendenze osservate preoccupa l’avvicinamento al tabacco da parte dei minori. Secondo il rapporto, circa un adolescente su 10 tra i 13 e i 15 anni (il 9,7% pari a circa 37 milioni) consuma prodotti derivati del tabacco. “Negli ultimi anni sono stati compiuti buoni progressi nel controllo del tabacco, ma non c’è tempo per l’autocompiacimento – dice in una nota Ruediger Krech, direttore del dipartimento di Promozione della salute dell’Oms -. Nel momento in cui un governo pensa di aver vinto la lotta contro il tabacco, l’industria del tabacco coglie l’opportunità di manipolare le politiche sanitarie e – conclude – vendere i suoi prodotti letali”.

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