America centrale e narco-deforestazione

una pratica che apre la strada a molte attività illecite collegate al commercio di droghe

Una deforestazione finalizzata alla coltivazione di droghe illecite che, anche se concentrata solo sull'1% del patrimonio forestale globale, ha un impatto negativo sul 5-12% della biodiversità totale del pianeta

data di pubblicazione:

2 Gennaio 2024

 I ricercatori dell’Oregon State University hanno chiamato “narco-deforestazione” quel fenomeno legato alla distruzione delle foreste che sta avvenendo in America centrale ad opera di gruppi criminali. Una deforestazione finalizzata alla coltivazione di droghe illecite che, anche se concentrata solo sull'1% del patrimonio forestale globale, ha un impatto negativo sul 5-12% della biodiversità totale del pianeta. In questi anni i dibattiti sull’impatto delle economie illecite si sono concentrati sui paesi produttori di coca, come Brasile e Colombia, trascurando ciò che sta avvenendo in America centrale secondo un articolo sul sito Talking drugs. 
"È importante riconoscere che la ricerca sugli effetti ambientali delle economie legate alla droga illecita è un campo relativamente nuovo e limitato. Fino ad oggi, la maggior parte delle discussioni riguardava la coltivazione della coca in Amazzonia e nelle zone rurali della Colombia, e le conseguenze ambientali dell’irrorazione di pesticidi dannosi su aree di foreste e campi di coca, una pratica utilizzata dalle squadre antidroga colombiane dal 2016." 
L'UNODOC l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha stimato che l'impatto ambientale delle colture illecite, rimane “relativamente piccolo rispetto a quello del settore agricolo o farmaceutico legale”. Ma le evidenze dicono che il traffico di droghe è legato soprattutto alla perdita di foreste e i profitti accumulati sono investiti nel riciclaggio di denaro che comporta cambiamenti significativi nell’uso del territorio. Uso che si traduce non solo con la coltivazione di piante come la coca l'oppio e la cannabis, ma con l'aumento di strade e infrastrutture necessarie al trasporto delle droghe, che spesso sono in zona remote. Inoltre i gruppi criminali investono anche su aree da destinare all’allevamento di bestiame, di piantagioni di olio di palma e l’estrazione illegale di legname. Tutte queste attività sono state definite "narco-deforestazione". Una deforestazione che in America centrale, anche grazie alla debolezza delle leggi che tutelano il territorio naturale, viene attuata facilmente per la conversione in zona agricole, che a loro volta possono "(...) gettare le basi per lo sviluppo del narcotraffico, dando alle bande l’accesso ad aree vaste e remote con ridotta sorveglianza e presenza delle forze dell’ordine." Una debolezza che spinge sempre più a sfruttare questi territori anche per alte attività illegali come l'estrazione mineraria e la pesca illecita. Tutte economie illegali che si intrecciano bene con il traffico di droga sul territorio ma anche con attività legali che utilizzano la stessa debolezza legislativa per le coltivazioni industriali.
Per molte comunità il mercato illecito è una fonte cruciale di reddito, occupazione e stabilità economica e spesso sostiene le economie locali. In questo modo "(...) Distinguere tra merci legali e illegali diventa nella pratica notevolmente più complesso, soprattutto se si considera l’intricata rete di povertà, criminalità ed emarginazione. Per molti, il mercato illecito è una fonte cruciale di reddito, occupazione e stabilità economica e spesso sostiene le economie locali." 
Di fronte a questo scenario secondo Clemmie James, coordinatrice della Coalizione internazionale per la riforma della politica sulla droga e la giustizia ambientale, è importante che il movimento ambientalista non ignori più il legame tra giustizia climatica e politica sulla droga, che deve diventare un punto importante di discussione nell'agenda internazionale.
"Nelle discussioni in corso nell’ambito dei dibattiti sulla politica ambientale e sulla droga, c’è un divario significativo nella nostra comprensione di come la politica sulla droga, la protezione ambientale e gli ambienti socioeconomici si intersecano. Ciò è evidente in America Centrale, ma è destinato a diventare una dinamica comune in altre aree del mondo."
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