AUMENTA L’ALLERTA SUL FENTANYL IN EUROPA

si accumulano i segnali su una possibile invasione di fentanyl in Europa

si accumulano segnali di preoccupazione e di allerta sulla presenza di fentanyl in Europa

data di pubblicazione:

14 Ottobre 2023

Aumentano i segnali di preoccupazione sul possibile ingresso nel mercato europeo di fentanyl.

Riccardo Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta. riepiloga e spiega i più recenti segnali di allerta rispetto alla commercializzazione di fentanyl clandestino in Europa. Il recente appello della Commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson, è solo l’ultimo monito sui pericoli della potenziale diffusione di fentanyl in Europa. Si stanno infatti moltiplicando e precisando elementi che inducono alla massima attenzione sulla questione. Ad esempio, esistono collegamenti operativi fra la Ndrangheta e la potente organizzazione criminale brasiliana Primo Comando della Capitale (PCC). Questi collegamenti fanno supporre possibile la movimentazione di fentanyl in Europa. La preoccupazione si basa sul fatto che la connessione fra le due organizzazioni criminali funziona già in modo stabile per il traffico di cocaina.

Gatti attenziona però anche rispetto alle insidiose strategie delle mafie per “offrire” il fentanyl ai nuovi consumatori. In USA, Canada e Brasile si segnala la presenza di tracce di fentanyl in sostanze altre nello spaccio di strada. Il fentanyl viene cioè addizionato a cocaina, cannabis e altre sostanze illegali, all’insaputa dell’acquirente. Questa strategie potrebbe replicarsi in Europa, anche se ovviamente si tratta di una possibilità, non di una certezza.

“Proprio i cartelli messicani, hanno organizzato la distribuzione in Nord America di droghe diverse (es. cocaina, eroina, metamfetamina) già addizionate di fentanil, e di farmaci contraffatti, a base di fentanil, contribuendo alla strage per overdose in corso. La sostanza è stata, quindi, di fatto “imposta”, ai consumatori di droghe diverse, che non portavano alcuna domanda di fentanil, in quanto tale”.

“Quindi, l’allerta della Commissaria europea agli Affari Interni è giustificata, già analizzando e mettendo in relazione una serie di informazioni da fonti aperte, che evidenziano concreti segnali di pericolo: suppongo che gli Organi di Governo europeo, possiedano ulteriori informazioni, ancor più precise. Se le organizzazioni criminali concretizzassero la decisione di utilizzare le stesse vie, usate per la cocaina, al fine di invadere l’Europa con fentanil, eventualmente addizionato alla cocaina o ad altre sostanze, potrebbero farlo in modo massiccio ed in tempi molto brevi. Un interessante interrogativo potrebbe essere, non tanto se lo faranno, ma perché non l’abbiano ancora fatto. Cioè, perchè nel Nord America si e in Europa no (o non ancora, almeno in modo consistente).”

Gatti esamina poi nel dettaglio le possibili ragioni che spiegano perché finora non si sia verificata in Europa la stessa situazione di invasione di fentanyl in Nord-America. Data la complessità delle argomentazioni svolte, si rimanda all’articolo originale linkato.

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