PROFARMACI L’ALTRA FACCIA DEL TRAFFICO DI DROGA

una presenza sul mercato illegali ancora limitata e difficile da individuare

I PROFARMACI, ossia  sostanze che possono causare un effetto solo dopo essere state scomposte dagli enzimi nel sistema digestivo o da altre reazioni chimiche nel corpo.

data di pubblicazione:

11 Agosto 2023

Sul sito di ADUC, è possibile approfondire la conoscenza di un fenomeno che si sta affacciando recentemente sul mercato delle droghe, ossia la compravendita di PROFARMACI,  sostanze che possono causare un effetto solo dopo essere state scomposte dagli enzimi nel sistema digestivo o da altre reazioni chimiche all’interno del corpo.
Proprio per questa loro caratteristica sono difficilmente identificabili dalle Forse dell’Ordine. Al contrario di come funzionano le droghe illegali, che interagendo con specifici recettori delle cellule cerebrali, stimolando o bloccano il rilascio di sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori, in queste sostanze “(…) una piccola parte della molecola deve essere rimossa o sostituita prima che possa agire su quei recettori. Questo viene fatto all’interno del corpo da processi naturali. L’ALD-52 (1-acetil-LSD), ad esempio, è un profarmaco che viene convertito dall’organismo in LSD dopo la rimozione di due atomi di carbonio e un atomo di ossigeno”.
Anche se alcuni di questi farmaci esistono già dagli anni 60′, solo durante la pandemia da Covid-19 sono aumentati i sequestri di profarmaci dell’LSD, come l’ALD-52.  Anche altre sostanze hanno il loro profarmaco equivalente, come ad esempio quello del GHB che si chiama GBL (gamma-butirrolattone). Questa sostanza nel Regno Unito è stata classificata droga di classe B, insieme a cannabis e ketamina. Anche anfetamine e MDMA sono stati immessi sul mercato con l’aggiunte di molecole che possono essere rimosse tramite reazioni chimiche naturali che avvengono all’interno dell’organismo.
Queste caratteristiche le rendono poco individuabili dalle analisi delle Forze dell’Ordine, che hanno pochi riferimenti e termini di confronto, ed anche “(…) per i campioni biologici (come sangue, urina o saliva), c’è un’altra difficoltà. Poiché i profarmaci devono essere convertiti all’interno del corpo prima che diventino attivi, sono, in effetti, assenti nei casi di overdose letali, in quanto la sostanza che provoca danno e morte è il prodotto di quella trasformazione. Quindi distinguere i profarmaci dai componenti più classici in cui sono convertiti è un ostacolo”.
Anche se la loro presenza sul mercato non è paragonabile a quella delle droghe illegali, e considerata l’assenza di informazioni relative agli effetti – di intensità e durata – queste sostanze possono rappresentare un segnale importante di cambiamento nelle traiettorie dei consumi.

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