GIOCATORI D’AZZARDO ONLINE E MODELLI DI PRESA IN CARICO DEI SERVIZI PUBBLICI

Necessario un approccio di cura diverso e specifico per i giocatori d'azzardo online con diagnosi di DGA

data di pubblicazione:

3 Luglio 2023

Sul numero di Maggio 2023 di Mission ITALIAN QUARTERLY JOURNAL OF ADDICTION si parla di gioco d’azzardo online e di come i servizi dovrebbero ripensare strategie nuove per la presa in carico dei giocatori problematici. Persone che hanno caratteristiche demografiche e culturali diverse da quelle che attualmente sono in carico ai servizi e che hanno modalità di gioco molto legate a dispositivi di uso quotidiano.

A livello mondiale il gioco d’azzardo si stima valga economicamente 897 miliardi (dati del 2017) e il passaggio dal gioco in presenza a quello online è costantemente in crescita, Alcuni dati a supporto: se nel  1996 erano solo 16 i siti online di scommesse, nel 2008 erano già più di 2000 e sono attualmente in fase di consolidamento.
“Tra le tipologie di gioco online le scommesse sportive rappresentano il più grande segmento del settore, con un valore di 20,9 miliardi di euro, pari al 48,3% del mercato totale”. L’Italia è il primo paese a livello europeo e quarto a livello mondiale per la spesa nel gioco d’azzardo (nel 2021 sono stati spesi 111,17 mld in scommesse).
Nel nostro paese il”(…) gioco d’azzardo era per la maggior parte “in presenza”; nel 2019 il gioco online rappresentava solo il 33% delle giocate, mentre nel 2021 questa quota è raddoppiata arrivando fino al 61% con una crescita del valore economico attuale fino a 67,17 miliardi di euro”, tutto questo anche grazie all'”effetto covid-19″.
Secondo i dati rilevati in uno studio del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche SerDP AUSL di Piacenza la maggior parte degli utenti in carico con diagnosi da GDA durante l’epidemia si è astenuta dal giocare (82%), una parte  ha mantenuto le sue abitudini (15%)  e solo una piccola parte (3%) ha giocato di più e online per la prima volta in alcuni casi.
Quindi la maggior parte di queste persone non sono passate al gioco online a meno che non fosse già stato sperimentato, il che fa pensare che “L’“effetto Covid” evidenziato dal report dell’Adm riguarderebbe quindi l’avvicinamento al gioco di un’altra tipologia di utenza che non frequentava casinò o slot machine in bar e tabaccherie, ma che si approccia a questo mondo esclusivamente nella sua modalità online, a cui resta fedele anche dopo il periodo di lockdown”.
Ma chi sono le persone  che giocano online e perché si orientano verso questa modalità? Secondo alcuni studi ci sono alcune caratteristiche che lo rendono più attraente per alcuni: la comodità (si gioca da casa e senza orari), l’ampia offerta di giochi, e la “(…) percezione di un contesto più sicuro in cui vivere l’esperienza di gioco, meno influenzato dal giudizio, caratterizzato da una forma di anonimato che tutela emotivamente soprattutto i giocatori neofiti che si sperimentano per la prima volta contro altri giocatori verosimilmente più esperti e a loro agio. Inoltre l’anonimato sembra essere una variabile particolarmente rilevante per i giocatori di sesso femminile più soggetti alla vergogna derivata dal comportamento di addiction“.
Al contrario chi apprezza maggiormente il gioco in presenza critica l’online per la mancanza di contatto diretto con il denaro, con gli strumenti e con persone reali.
In Italia l’età media dei giocatori online è di 34,5 , contro i 48 dei giocatori offline.
Si tratta quindi di persone più giovani e che non sono quelle generalmente in carico ai servizi pubblici. Con l’incremento del gioco digitale cresce anche la quota di giocatrici, che lo scelgono perché non si sentono giudicate.
Invece per quanto riguarda i profili di rischio secondo lo studio “Il gioco d’azzardo in Italia 2021”, realizzato dall’osservatorio Nomisma il “(…) giocatore a rischio è maschio, maggiorenne, frequenta istituti tecnici o professionali con un rendimento scolastico insufficiente, risiede al Sud Italia, con famigliari o amici dediti anch’essi al gioco“.
Quello che emerge a livello italiano ed europeo, da alcune ricerche, è che i giocatori online non sono gli stessi che sono in carico ai servizi, hanno caratteristiche diverse e stanno superando come numero quelli con diagnosi da DGA per gioco in presenza.
Per quanto riguarda la presa in carico da parte dei servizi, se non ci sono differenze tra quelli che giocano dal vivo e quelli online, i tempi di arrivo sono più tardivi per i secondi, che grazie all’utilizzo di dispositivi di uso quotidiano e polifunzionali, riescono a nascondere la problematica con più facilità.
L’uso dei dispositivi rende necessario quindi un approccio, per il trattamento di persone con diagnosi di DGA per il gioco online, che tenga conto di un nuovo modo “(…) di gestire gli strumenti digitali, connotandoli come oggetti ludici/informativi utilizzabili in un tempo limitato nella giornata, sostituendoli anche progressivamente con nuove attività, hobby o interessi”.
Tutto questo di pari passo con una relazione terapeutica basata sulla fiducia e sulla astensione del giudizio come per gli altri giocatori. Con il graduale esaurimento degli spazi fisici dedicati al gioco d’azzardo, il gioco online diventerà sempre più rilevante, esigendo anche il ripensamento di strategie di presa in carico e di prevenzione che possano  prevedere l’utilizzo di risorse digitali, sempre più di uso quotidiano per molti giovani e adulti.

 

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