CAPO VERDE NON VUOLE DIVENTARE UN NARCO STATO

l'isola si trova sulle rotte del traffico di stupefacenti provenienti dal Sud America

I mezzi a disposizione del paese per contrastare questo traffico sono pochi e per agire fuori dalle acque internazionali serve l'appoggio di navi delle polizie europee

data di pubblicazione:

23 Giugno 2023

La piccola isola dell’Africa Occidentale si trova sulla rotta principale che dal Sud America, la cosiddetta Highway 10, viene utilizzata fin dal secolo scorso per trasportare cocaina e altre sostanze in Europa. Il governo di Capo Verde, con l’aiuto dell’Unione Europea e degli USA, cerca faticosamente di mantenere ancora uno status di legalità e democrazia in una zona dell’Africa dove il traffico internazionale di sostanze stupefacenti è molto diffuso. 

I mezzi a disposizione del paese per contrastare questo traffico sono pochi e per agire fuori dalle acque internazionali serve l’appoggio di navi delle polizie europee. Il supporto comunque in questi anni non è mancato e nella capitale sono stati creati il centro di coordinamento marittimo Cosmar (finanziato dagli USA) per formare il personale che dovrà affrontare questo traffico.
Yacht, pescherecci e altri tipi di imbarcazioni sono tutti utilizzati dalle organizzazioni criminali sudamericane per trasportare sostanze nel paese, che poi continuerà il suo percorso via terra attraverso il Sahara, oppure su imbarcazioni con bandiere diverse e meno sospette la maggior parte dirette verso i porti Olandesi e Belgi.
Il problema, che sottolineano molti investigatori e poliziotti locali, è che è molto difficile perquisire le imbarcazioni, bisogna essere veramente sicuri di trovare qualcosa, al minimo sbaglio o vizio di procedura gli avvocati di queste organizzazioni farebbero pagare multe che il governo non potrebbe permettersi di pagare.
Ma l’aiuto dei paesi europei resta fondamentale, visto che nonostante la pandemia il traffico di cocaina verso l’Europa continua ad aumentare: “i Paesi Bassi hanno un ruolo centrale nella distribuzione. Nel 2022 nei porti di Rotterdam e di Anversa è stata sequestrata una quantità record di cocaina: 160 tonnellate. Ed è comunque solo la punta dell’iceberg: si stima che la quantità che arriva nell’Unione europea sia cinque volte superiore. Dai porti del Nord europa, in gran parte grazie ai narcotrafficanti olandesi, la droga raggiunge gli altri paesi”.
Il problema è che un paese di mezzo milione di abitanti da solo non può affrontare, con pochi mezzi, il sistema messo in piedi per il traffico di stupefacenti, tanto che ci sono stati attentati e morti per cercare di fermare l’azione di contrasto del governo che ha non poco spaventato la popolazione.
Inoltre tutto questo passaggio di droghe ha inevitabilmente causato un aumento della criminalità e di dipendenza come sostiene Antonio Furtado, un “pastore” con un passato da consumatore di eroina e cocaina, che cerca di mantenere “sulla buona strada” bambini lasciati soli dalle famiglie con padri assenti e madri che cercano di sbarcare il lunario. Furtado dice che nelle baraccopoli di Praia “(…) dopo le cinque del pomeriggio le strade si riempiono di persone che fumano crack e nessuno osa mettere piede fuori casa”.
Per questo ed altri motivi, legati alla stabilità del paese, la ministra della giustizia capoverdiana Joana Rosatraffico sottolinea che il problema della”(…)  droga è un problema mondiale e va affrontato insieme. Anno dopo anno, i criminali diventano più creativi e professionali. Non abbiamo nemmeno gli aerei e le navi per sorvegliarli”

 

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