L’ETA’ TRADITA: PUNTI DI VISTA SULLA CRISI DEI GIOVANI

Per prevenire i disagi di domani bisogna saper educare.

Purtroppo non si riescono a ottenere dati precisi sui tentativi di suicidio perché spesso nei pronto soccorso vengono derubricati come ingestione accidentale di farmaci o caduta accidentale dalla finestra, per non attivare i servizi e le complesse procedure che interessano un minore.

data di pubblicazione:

3 Febbraio 2023

Daniele Novara, pedagogista, fondatore del Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della fondazione Minotauro di Milano, e il regista Fabio Martina dialogano con la giornalista Sara Del Corona attorno a varie questioni chiave della condizione giovanile: solitudine, disturbi di salute mentale, disturbi alimentari, modelli educativi in crisi. Punto di partenza dell’articolo è la fotografia del forte disagio vissuto da molti giovani, attestato dall‘aumento di forme di autolesionismo, di disturbi psichici e alimentari, di dipendenze, incrementati sotto diversi aspetti dalle conseguenze della pandemia.
Afferma Lancini: «Disturbo della condotta alimentare femminile, ritiro sociale maschile – che, manifestandosi proprio quando dovresti nascere alla tua nuova vita di adulto, è un suicidio sociale -, self cutting ma anche sexting, bullismo – che non si accanisce sui diversi, come sento spesso dire, ma sui fragili, perché rimanda alla propria insopportabile fragilità -, certe forme di baby gang e i tentativi di suicidio, di cui non vuole parlare nessuno ma sono in enorme crescita». Matteo Lancini è psicologo, psicoterapeuta e presidente della fondazione Minotauro di Milano che gestisce un centro clinico di consultazione e psicoterapia e una Scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica per l’adolescente e il giovane adulto. È anche autore, tra l’altro, di L’età tradita. Oltre i luoghi comuni sugli adolescenti (Raffaello Cortina Editore), che inizia riportando la lettera agli adolescenti che scrisse l’11 marzo 2020, subito dopo i decreti restrittivi che hanno innescato innumerevoli gorghi casalinghi, e che era in realtà un richiamo alle responsabilità degli adulti.

«Purtroppo non si riescono a ottenere dati precisi sui tentativi di suicidio perché spesso nei pronto soccorso vengono derubricati come ingestione accidentale di farmaci o caduta accidentale dalla finestra, per non attivare i servizi e le complesse procedure che interessano un minore. Si crede di fargli un favore, c’è una cultura psichiatrica che pensa ancora che il tentato suicidio sia un atto manipolatorio, un gesto dimostrativo a cui non dare importanza per non lasciare spago al ragazzo. Insieme a molti altri, io penso invece che sia vero il contrario, che sia il tentativo, per lenire un dolore mentale, di sparire per sempre e non sentirsi pazzi. E anche se il ragazzo ci prova con una mezza aspirina, l’atto va monumentalizzato, bisogna manifestarne la gravità, e parlarne insieme, del suo desiderio di morte. I genitori di adolescenti dovrebbero chiedere ai figli se hanno questi pensieri». Tutte le forme di disagio utilizzano il corpo per manifestarsi. Che perde peso, si ferisce, si autoreclude, si fa prendere a pugni, viene fatto a pezzi con foto di genitali con cui si inonda la rete. Perché? «Oggi si cresce in una società con un’estrema anticipazione della pubertà psichica su quella fisica, con una caduta libera del confine tra esperienza intima e pubblica, con una spinta pervasiva a raggiungere successo e popolarità». Persino i tuoi genitori premono perché tu sia sempre felice, ventiquattr’ore al giorno. Prima gli adolescenti avevano a che fare con famiglie normative, padri autoritari e una società sessuofobica. (…)

Daniele Novara, pedagogista, fondatore del Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, autore di libri molto venduti (l’ultimo: La manutenzione dei tasti dolenti, Rizzoli) oltreché di un metodo che insegna ai bambini a litigare che sta facendo il giro d’Europa, incalza: «Il problema non è prioritariamente né patologico né terapeutico, i ragazzi arrivano in adolescenza con gravi deficit educativi. Esistono delle fasi educative che vanno rispettate. Oggi c’è qualcuno che pensa che nel primo anno di vita la madre e il padre (o le due mamme o i due padri per le coppie arcobaleno) siano figure intercambiabili, ma è un’aberrazione che mette in discussione una delle poche sicurezze su cui non c’è dibattito in ambiente scientifico: l’attaccamento primario. Che va garantito da una persona, non da un’equipe. Poi hanno dormito nel lettone fino a 8, 9, 10 anni se non di più. Vivono in un clima di confidenza eccessiva coi loro genitori, che si sfogano coi figli come se fossero vecchi amici riversandogli addosso le loro fragilità, annullando la giusta distanza educativa, per cui i ragazzi non riconoscono loro nessuna autorità. Se a 7 anni una bambina è tirannica, e mette in difficoltà la madre che vorrebbe andare a prendere l’aperitivo con le amiche, non puoi sperare che qualche anno dopo vada meglio. Eppure noi pedagogisti non veniamo mai interpellati, al primo inceppamento anche debole, il bambino viene spedito dal neuropsichiatra», e si terrà per sempre un’etichetta che è anche uno stigma. «Così, psichiatrizzandola, roviniamo una generazione».

Per prevenire i disagi di domani bisogna saper educare. «Se la fase dell’infanzia è assolutamente quella del materno, l’adolescenza è assolutamente quella del paterno. Invece figli di 14, 17 anni vengono ancora gestiti dalle mamme, che mantengono il front office educativo» mentre i padri non si fanno passare la palla. Il che crea grandi scompensi, perché il mestiere dell’adolescenza è proprio allontanarsi dal nido materno, dal suo controllo. «Può immaginarsi cos’è stato nel lockdown non avere vie di fuga da questo plusmaterno, come lo chiama la psicoanalista Laura Pigozzi». Per le ragazze, poi, è persino più drammatico. «Devono fronteggiare anche una competizione sessuale con le madri, che una volta erano decrepite ma oggi no, spesso hanno il desiderio più o meno consapevole di sentirsi dire che non si capisce chi delle due è la figlia». E poi c’è la scuola, che sembra perdere presa, si dice che è in crisi e lo è, considerando il numero di chi la molla troppo presto. «Ancora una volta, non vengono rispettati i tempi psicoevolutivi e neurocognitivi.

(…) Fabio Martina è un regista che con i giovani, e sulle tematiche che li riguardano, lavora dal 2004. Ha iniziato coi ragazzi di Quarto Oggiaro, periferia di Milano, durante la lunghissima lavorazione di A due calci dal paradiso in cui ha utilizzato infiniti casting anche come strumenti di indagine, e poi con L’assoluto presente, in cui racconta invece i vuoti da riempire dei ragazzi borghesi. Eppure non era preparato a quello che è successo dopo una proiezione per le scuole medie del suo ultimo film, Fuoricondotta: «Avevo il microfono in mano ma non mi sembrava ci fosse molto da aggiungere alle immagini, e allora ho chiesto: “chi vuole venire a dire qualcosa?”. Metà della sala si è riversata sul palco. Tutti volevano parlare». Era come se il film, girato all’interno di una scuola, insieme ai suoi studenti, avesse sbloccato emozioni e pensieri.”

LINK ALL’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare anche
12 Agosto 2026

Citisina e dipendenza da nicotina

Questa molecola naturale, estratta dall'albero del Maggiociondolo, rappresenta per la cura del tabagismo un cambio di paradigma

11 Agosto 2026

La droga cambia rotta

Le isole del Pacifico Meridionale sono investite dal narcotraffico diretto verso i mercati di Australia e Nuova Zelanda

10 Agosto 2026

Nuove misure di detenzione domiciliare per detenuti e imputati tossicodipendenti o alcoldipendenti

Come funzionerà?

9 Agosto 2026

Alcol in gravidanza

uno studio statunitense

8 Agosto 2026

Coprifuoco sui social per gli adolescenti?

Una proposta del governo britannico

7 Agosto 2026

Fentanil: connessioni tra Cina e Messico

Arrestato uno dei personaggi chiave del traffico di fentanil

6 Agosto 2026

Cannabis e discriminazione: uno studio sulla California

Una persona nera in California ha oggi una probabilità 6,4 volte superiore rispetto a una bianca di essere arrestata per questioni legate alla cannabis

5 Agosto 2026

Consumatori di sostanze stimolanti e possibili percorsi di cura

Per gli stimolanti non esiste ancora una terapia farmacologica specifica e approvata.

4 Agosto 2026

Cannabis medica e autismo

Risultati promettenti ma ancora osservazionali

3 Agosto 2026

Non imputabilità non significa impunità

"l'emergenza" dei reati commessi da under 14

2 Agosto 2026

Il gioco d’azzardo come passatempo

La fine della scuola rappresenta un momento di maggior rischio per i giovani

1 Agosto 2026

Legalizzazione della cocaina?

un acceso dibattito in Olanda

31 Luglio 2026

Profilattici come garanzia di salute

La loro sicurezza viene garantita soprattutto dalla qualità del prodotto e da una corretta applicazione

30 Luglio 2026

Cartelli della droga nel mercato della frutta tropicale

un indagine di Telugu Times

29 Luglio 2026

Fumo da tabacco: la Spagna si spinge avanti

Anche in molti spazi all'aperto sarà proibito fumare

28 Luglio 2026

Stigma e salute mentale: una ricerca internazionale

Lo stigma sociale rappresenta un ostacolo per l'accesso alle cure

27 Luglio 2026

Meccanismi del gioco d’azzardo e interessi economici

L'interesse è massimizzare il tempo sul dispositivo

26 Luglio 2026

La salute mentale in Etiopia

Qui il modello biomedico occidentale si scontra con le credenze locali sul disturbo mentale

25 Luglio 2026

La Gonorrea torna ad aumentare in Europa

Un aumento dovuto alla debole risposta del sistema sanitario europeo

24 Luglio 2026

Uso consapevole della tecnologia: un progetto di prevenzione

Il progetto Discover - Fuori dal guscio, si muoverà su tutto il territorio fiorentino